PRIMA LE HANNO UCCISO IL FIGLIO ED ORA A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE!

    

 

     A Patrizia Moretti, la notte del 25 ottobre 2005, nei pressi dell’ippodromo di Ferrara, hanno ucciso un figlio, Federico Aldrovandi, appena 18enne, poco più di un ragazzo.                                                  

     Stando alle cronache, quell’infausta notte Federico stava rientrando a casa dopo aver trascorso la serata con i suoi amici.

     Non è chiaro come mai e perchè  sia stato intercettato da una pattuglia della Polizia di Stato, tre uomini ed una donna, il cui intervento, evidentemente troppo ruvido e brutale, avrebbe determinato la sua morte.

     Ciò che è chiaro, invece, è che dalla registrazione della comunicazione della pattuglia  alla centrale operativa  risulterebbe: “”"L’ABBIAMO BASTONATO DI BRUTTO. ADESSO E’ SVENUTO, NON SO… E’ MEZZO MORTO”"”.

     Fatto è che, all’arrivo del personale del 118, il ragazzo è stato trovato “”"RIVERSO A TERRA, PRONO CON LE MANI AMMANETTATE DIETRO LA SCHIENA, INCOSCIENTE E NON RISPONDEVA”"”. Ecchimosi e lesioni sul corpo. Inutile ogni tentativo di rianimazione. Federico era morto e LA FAMIGLIA FU INFORMATA SOLO DOPO 5 ORE DALLA CONSTATAZIONE DEL DECESSO!

     Gli agenti indagati, raccontarono di essere stati aggrediti, uno contro quattro, mentre secondo gli inquirenti il cuore del ragazzo cedette per uno dei colpi ricevuti dai poliziotti.

     Nel 2009 e nel giugno 2011, gli agenti, con le sentenze di primo e secondo grado, sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi di detenzione ciascuno.

     All’inizio del clamoroso fatto di cronaca, l’indagine era condotta dal PM Maria Emanuela Guerra la quale, dopo che la disperata mamma di Federico aveva aperto un blog, tuttora attivo (federicoaldrovandi.blog.kataweb.it) per sensibilizzare l’opinione pubblica e per tenere accesa l’attenzione sulle indagini, lasciò l’inchiesta per motivi “personali e familiari”.

     L’inchiesta passò nelle mani del PM Nicola Proto che concluse l’indagine portando a processo i quattro agenti i quali furono, come già detto, condannati sia in primo grado che in appello.

     Il fatto sorprendente è che Patrizia Moretti, mamma del ragazzo ucciso, tra qualche giorno, ai primi di marzo, sarà chiamata davanti al Tribunale di Mantova insieme ai cronisti della “Nuova Ferrara” per rispondere dell’accusa secondo la quale avrebbero offeso la reputazione professionale e personale della PM Guerra anche se, secondo la difesa degli imputati querelati, le critiche  ed i commenti della signora Patrizia Moretti sulla conduzione delle indagini e sull’operato della PM Guerra sarebbero gli stessi  espressi in sentenza sia dai Giudici di primo grado che da quelli di Appello.

     Una vicenda sorprendente questa di una mamma alla quale hanno ucciso il figlio appena diciottenne e per il cui reato, in primo e secondo grado, sono stati condannati i quattro agenti che avevano operato il fermo, che oggi viene trascinata in Tribunale per aver sollecitato l’accelerazione delle indagini che, a suo avviso e ad avviso, poi, dei giudici di primo e secondo grado, sarebbero state inizialmente troppo lente.

     Ma la mamma di Federico, per nulla intimorita, ha scritto nel suo blog “”"AMARAMENTE, PENSO CHE CHI QUERELA LE VITTIME NON CERCHI GIUSTIZIA MA AFFERMAZIONE DI POTERE”"”.

     Ovviamente, tutta la mia solidarietà alla mamma di Federico Aldrovandi, con buona pace dell’ex sottosegretaria del governo berlusconiano dalla bocca a forma di “culo di gallina” che ritiene che la polizia, anche quando spara ed uccide, non è mai colpevole, a prescindere!!!                                                                             

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L’ITALIA ALLA ROVESCIA, SOTTOSOPRA!

    In questi ultimi tempi, lungo l’Italia, dal Colle più alto di Roma sino alle estreme periferie del nord delle Alpi e del sud del Paese, si diffonde un fetore insopportabile che la stragrande maggioranza dei cittadini non avverte ancora perchè abituata all’olezzo ventennale precedente.                                                             

     Abbiamo un governo non eletto che non solo non rappresenta i cittadini ma assume degli atteggiamenti vagamente dittatoriali quando, per bocca del presidente del Consiglio Monti, a Piazza affari, e, stasera, del ministro del lavoro, nel silenzio generale della stampa e dei partiti, ha potuto affermare che i provvedimenti sul lavoro in discussione negli stucchevoli ed inutili incontri bilaterali, saranno presentati “”"CON O SENZA L’ACCORDO”"” delle parti sociali

     Come dire che quella che avrebbe dovuto essere una trattativa tra il governo ed i sindacati che rappresentano i lavoratori è una semplice pantomima per prendere il popolo per i fondelli.

     Di rinforzo all’editto montiano, qualora ce ne fosse bisogno, il presidente della Repubblica, custode della Costituzione, da tempo ahimè tradita e vilipesa, sonoramente contestato a Cagliari, ha affermato che “SERVE UN WELFARE DIVERSO DAL PASSATO” ma, per non sporcarsi le mani, non ha dato alcuna indicazioned di come, a suo giudizio, dovrebbe essere.

     Questo sarebbe il meno. C’è un plurimputato che quasi quotidianamente offende e prende per i fondelli i magistrati, trasforma i corridoi del tribunale in sale di conferenza stampa e raduna i suoi fans davanti al Palazzo di Giustizia a gracchiare in suo favore ma il nostro presidente della Repubblica, che è anche presidente del Csm, si rivolge, ancora una volta ai magistrati per chiedere loro sobrietà, in pratica per chiedere loro di stare zitti, togliendo loro, praticamente, il costituzionale diritto ad esprimere il loro pensiero.

     Ed ancora, oggi abbiamo saputo che il presidente Napolitano, nel 2010, “motu proprio”, abbia insignito con la più alta carica onorifica mai concessa ad alcuno, “”"CAVALIERE DI GRAN CROCE DECORATO GRAN CORDONE DELL’ORDINE DELLA REPUBBLICA ITALIANA”"” Bashar al – Assad, lo stragista che, per mantenere il potere, bombarda i propri cittadini ed ha bombardato anche il centro multimediale di Homs dove, sotto le sue bombe di regime di decorato della presidenza della Repubblica Italiana, due giornalisti, il francese Remi Ochlik e l’americana Marie Colvin, ci hanno lasciato la vita.

     Personalmente, spero e chiedo che tale immeritata onorificenza gli venga subito revocata perchè la considero un oltraggio alla Costituzione italiana.

     Di rincalzo, con lo stile inconfondibile che, da sempre, ha caratterizzato gli industriali, sanguisughe dei lavoratori, il presidente Marcegaglia ha attaccato, piuttosto volgarmente, il sindacato il quale,a suo giudizio, proteggerebbe “Assenteisti cronici, ladri e fannulloni”.

     Alla signora Marcegaglia è cosa ovvia chiedere se abbia mai riflettuto su quanti ladri, fannulloni e buoni a niente esistano tra i suoi colleghi industriali ed anche quanti delinquenti tra loro speculano anche sui sistemi di sicurezza per i lavoratori, spesso condannandoli a morte certa. E meno male che c’è Guariniello!

     In questo clima per lui idilliaco, Monti ha attraversato l’oceano per essere ricevuto da Obama facendo finta di ignorare che è l’America ad avere bisogno dell’Italia per tenere in piedi la scricchiolante eurozona il cui crollo trascinerebbe nel baratro anche la potenza a stelle e strisce.

     E qui, c’è stata la presa in giro della copertina di TIME che l’Europa in piedi ha applaudito insieme ai partiti italiani reggicoda, scoprendo solo il giorno dopo che quella dedicata a Monti non era affatto la copertina ufficiale di TIME per gli USA ma era stata diffusa solo in Europa, Asia e Sud Pacifico mentre quella distribuita in America era dedicata all’amicizia dei cani: “Animal Friendships”!

     

     E Monti, poverino, a ringraziare quei mattacchioni di americani sgolandosi ad affermare che gli USA sono un buon modello per l’Europa, un mercato che funziona bene.

     Ma che le cose, per lui, per i membri del suo governo e per pochi altri, in genere parassiti della finanza e dell’economia, andassero bene e perchè lo abbiamo capito oggi dopo la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi 2010 dei membri del governo quando abbiamo, letto, ad esempio, che il prof. Monti ha dichiarato un reddito complessivo di 1.515.744 euro che sarà rimpinguato dalla successiva dichiarazione in poi con il regalino della nomina di Napolitano, “prima della sua incoronazione (la Repubblica)” di altri 210mila euro all’anno per la sua nomina a senatore a vita con suono di campane e squilli di tromba.

     Vi sembra possibile che potesse venire accettata da questo governo di “poveracci”, che invidiano i pensionati con un reddito di 1.400 euro lordi al mese, la richiesta di attuazione dell’equità, contrabbandata per verità, di una vera patrimoniale?

     Non è stata anche questa una FURBATA da conflitto d’interessi? Noi non conoscevamo i loro redditi dichiarati ma Monti ed i suoi ministri miliardari li conoscevano benissimo e nessuno avrebbe potuto pretendere che si evirassero come chiedeva il geniale segretario nazionale del Pd  ”MA ANCHE” il guastatore Walter Veltroni.

     In questi giorni, altri avvenimenti hanno avuto l’onore della cronaca. Tra questi l’intervista a Repubblica di Walter Veltroni che, immemore, dei danni già causati in passato,

(ricordate i suoi candidati preferiti alle ultime elezioni politiche?    Massimo Calearo, il migliore ed il più coerente

Matteo Colaninno

 e Pietro Ichino, il genio del diritto del lavoro,

Tre cervelli della SINISTRA DEMOCRATICA,  campioni veltroniani!),

ebbene, Veltroni continua a fare il “guastatore” all’ombra di Monti (il Fatto Quotidiano che gliene fa indossare i panni) e polemizzando con la maggioranza del suo partito (?) e, quindi, con i sindacati confederali sull’art.18 dello Statuto dei lavoratori.

     Veltroni che parla di lavoro senza sapere che cosa sia perchè non risulta  che abbia mai lavorato veramente in vita sua, ragione per la quale la                   sinistra aveva tirato un sospiro di sollievo quando pubblicamente e solennemente aveva affermato che si sarebbe ritirato a vita privata in Africa ed invece è sempre ancora qui a rompere gli zebedei, l’unica cosa che sa fare molto bene!

     Un altro argomento al top della cronaca è stato il festival di Sanremo per il quale la disastrata Rai, invece di fare cultura ed informazione, ha speso ben 18 milioni di euro con una perdita secca di 3,55 milioni di euro per far vedere ai guardoni del “popolo plaudente” la farfallina (qualcuno dice le farfalline) di Belen.

     La stessa Rai che ricorre ai contratti truffa dei giornalisti precari inquadrati come “consulenti”, “presentatori-registi” o “programmatori- registi ” per abbattere sia le tutele che le retribuzioni. La clausola contrattuale più agghiacciante è quella relativa alla “GRAVIDANZA” delle lavoratrici precarie all’atto della firma del contratto che prevede che se la lavoratrice rimane incinta, la Rai si riserva il diritto di sciogliere il contratto senza alcun indennizzo per la lavoratrice.

     Altrimenti dove troverebbe i soldi per pagare i tromboni di turno pagati a peso d’oro e per far vedere al volgo le farfalline di Belen?

     La chicca più ghiotta, riguarda il Vaticano. Infatti, secondo “Quaderni Socialisti”, “”"LA FABBRICA D’ARMI PIETRO BERETTA Spa E’ CONTROLLATA DAL GRUPPO BERETTA HOLDING Spa IL CUI MAGGIORE AZIONISTA, DOPO UGO GUSSALLI BERETTA, E’ LO  I O R  (Istituto Opere Religiose)  LA BANCA DEL VATICANO!”.

     Come la metteranno con il sesto comandamento, “Non uccidere”, e con le grida di dolore di Woityla e di Ratzinger contro le guerre che insanguinano il mondo usando anche armi Beretta?                                                                                                                     

                                                                                 

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20 ANNI FA “MANI PULITE” MA LA CORRUZIONE E L’EVASIONE E’ ALLE STELLE COME LA SPUDORATEZZA!

    

    Oggi, 17 febbraio 2012, mentre la Corte dei Conti  parla di 60 miliardi tra mazzette, tangenti, regalie, evasione fiscale ed altre corruzioni stimate nel corso dell’anno 2011, invece di tacere, con l’arroganza che caratterizzava suo padre, per commentare il ventesimo anniversario di “Mani pulite”, Stefania Craxi, sottosegretario dell’ultimo governo Berlusconi, ha dato ad un quotidiano amico la seguente intervenista con la quale definisce l’operato della magistratura “Una barbarie” ed afferma “A mio padre è stata fatta la più grossa carognata della storia della Repubblica”.

     “”"STEFANIA CRAXI, SONO TRASCORSI VENT’ANNI.

“Vorre cominciare a dire che non c’è nulla da celebrare e da festeggiare. Il risultato è che dopo vent’anni la corruzione è peggio di prima, finalizzata all’arricchimento personale”.

     “”"E L’ESITO GIUDIZIARIO QUEL RIVOLGIMENTO EPOCALE?                      

“Su 25 mila avvisi di garanzia solo 4 mila sono arrivati a processo, ci sono stati esili, suicidi, carriere spezzate, un gruppo dirigente annientato. La giustizia è in bancarotta. All’epoca ci furono violazioni di legge commesse dai magistrati di Mani pulite. Lo Stato di diritto ha fatto un enorme passo indietro”.

     ”"”CON QUALI CONSEGUENZE?

 ”L’Italia che negli anni ’80 era la quinta potenza economica oggi arranca con la Grecia. Il cambiamento auspicato è totalmente fallito. Si sono succeduti governi incerti e contraddittori che hanno aggravato la crisi istituzionale. Il finanziamento dei partiti continua a essere un monumento all’ipocrisia. Abbiamo avuto classi dirigenti perlopiù inadeguate. Un pessimo magistrato oggi è un leader politico. Cosa c’è da festeggiare?”.

     ”"”Rimedi?

 ”E’ venuto il momento di una grande riforma che investa tutti i campi, sociale, politico, civile e renda allo Stato una democrazia governativa, quella che non c’è stata nei vent’anni dopo Mani pulite. Sono impegnata per questa riforma. Sono uscita dal Pdl e ho lanciato un movimento che si chiama Riformisti italiani. Solo agli occhi di conservatori incalliti e di politicanti che vivono alla giornata non può risultare evidente che ciò che ha determinato l’aggravarsi della nostra crisi è stata l’incapacità di realizzare la grande riforma che era stata proposta dalle forze riformiste e socialiste”.

     ”"”BETTINO CRAXI, OGGI

 ”Credo che la stragrande maggioranza degli italiani sia disposta a restituire a Craxi i meriti di Craxi. A opporsi è un blocco che esiste ancora nella società politica. Un blocco formato dalle forze responsabili della distruzione del Partito Socialista e del suo leader e da quanti sono stati legittimati da quella brutta storia di Tangentopoli, quasi tutte le forze della seconda Repubblica”.

“Milano, i suoi ultimi sindaci. Nè Moratti, nè Pisapia hanno avuto il coraggio di intestare una via o una piazza della città a un grande italiano, uno che ha lavorato per quarant’anni per l’Italia, gli italiani, la loro operosità di cui è stato per tanti anni ambasciatore per il mondo”.

     ”"”COS’E’ PER LEI IL DOLORE?

“I padri muoioni. E’ una legge di natura. Con il tempo ce ne facciamo una ragione. Il dolore che non passa è quello legato all’ingiustizia. Quello non passa. Non mi passa. Considero quewlla fatta a mio padre la più grossa carognata nella storia della Repubbklica”.

     ”"”Come vede Milano di oggi?

“E’ la mia Milano. Mi sento Milanese. La mia Milano non è sfuggita al degrado morale e civile del Paese. La Milano che hanno chiamato “Milano da bere” e cercato di coprire di fango era una grande capitale europea. Da anni è una città senz’anima”. “”".

     Leggendo questa intervista, sembra che in questi ultimi 20 anni Stefania Craxi sia vissuta in un altro pianeta e che, quindi, non sappia che cosa sia stata l’inchiesta della magistratura che ricordiamo come “Mani pulite” e che non sappia nemmeno perchè suo padre sia stato coinvolto.

     Solo così è possibile capire come mai parli di esili o di esiliati. Se si riferisse a suo padre, è stata male informata. Suo padre per sottrarsi alla giustizia italiana si rese LATITANTE ed in tale veste era ancora quando morì!

   Forse Stefania Craxi sarà stata tratta in inganno dal fatto che il 18 gennaio 2010 ci sia stata in Senato la commemorazione di suo padre e che alla stessa cerimonia abbia partecipato  in rappresentanza del PD di Bersani il capo della sua segreteria politica, Filippo Penati, un altro milanese di quella “Milano da bere” , forse sarebbe meglio dire da mangiare.

     O forse è stata ingannata dal fatto che il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, abbia in quella stessa circostanza, 18 gennaio 2010, inviato alla famiglia Craxi una lettera autografa che è stata poi fornita anche alle redazioni dei giornali .

     A quell’episodio  credo sia il caso  che ripubblichi su questo blog lo stesso post che pubblicai il 19 gennaio 2010 prendendo spunto dal video su You Tube – Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste? e che integralmente ripropongo.

“”"CIO’ CHE VEDRETE IN QUESTO VIDEO SUCCEDEVA QUANDO GLI ITALIANI AVEVANO ANCORA UNA COSCIENZA MORALE E CIVILE PRIMA CHE VENISSE ADDORMENTATA E PLAGIATA DALLE TELEVISIONI BERLUSCONIANE E DI STATO E DALLA POLITICA DEL “PARTITO DELL’AMORE”.

YouTube – Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?

MA CHE PAESE E’ DIVENTATO L’ITALIA?

     Negli ultimi anni, me lo chiedo sempre più spesso ed ogni volta il mio scoramento aumenta.                                                                                                                          

     Oggi l’interrogativo mi si fa ancora più impellente nel momento in cui, come scrive oggi Travaglio su “il Fatto Quotidiano”, attraverso la riabilitazione di un “corrotto morto” si cerca di “beatificare il corruttore vivo. (…) si sorvola sulla latitanza di Craxi per apparecchiare nuove leggi vergogna che risparmino la latitanza a Berlusconi”.

     Duole dover constatare che ai peana a favore di Craxi si unisca, inopinatamente, con fare felpato, con una lunga lettera alla vedova, anche il Presidente della Repubblica. Non perchè Giorgio Napolitano, come tutti i cittadini italian,i non abbia il diritto di scrivere a chi gli pare una lettera privata.

     Il fatto è che, nel caso in esame, poichè la missiva è stata pubblicata sui media nazionali ed internazionali perchè, probabilmente, diffusa dallo stesso Quirinale, essa ha perso il carattere della corrispondenza privata ed ha assunto quella di un documento pubblico, un messaggio mirato agli Italiani del Capo dello Stato tendente, come egli stesso scrive,”"”a favorire una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano”"”.

     Si tratta, cioè come scrive oggi su la Repubblica Eugenio Scalfari di “un pubblico documento che, oltre alla vedova di Bettino Craxi, è diretta all’opinione pubblica italiana, autorizzando, pertanto, una valutazione altrettanto pubblica del suo contenuto”.

     Ed è fuori di dubbio che la lettura della lettera del Presidente Napolitano se è condivisibile, come lo è, magari con meno enfasi, nella sua prima parte, lo è di meno o non lo è affatto quando, ad esempio, tratta del nuovo Concordato firmato da Craxi, non fosse altro che per la riconferma e l’ampliamdento di vecchi e nuovi privilegi, anche di tipo temporale, concessi al Vaticano. Come non lo è per nulla quando Napolitano richiama l’idea craxiana della riforma costituzionale perchè dimentica, pari pari, che quella auspicata da Craxi non era solo l’idea di una riforma per modernizzare lo Stato e la sua democrazia parlamentare, ma tendeva a prevedere la sua sostituzione con uno Stato di tipo presidenziale, ciò a cui tenderebbe anche il suo amico da vecchia data Silvio Berlusconi.

     Inaccettabile, poi, nella lettera del Capo dello Stato quando, riferendosi ai processi, afferma che “il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi ammessi e denunciati in termini generali e politici dal leader socialista era caduto con durezza senza eguali sulla sua persona”. Dura lex se lex, signor Presidente, e quando diluisce con tante parole “…egli decise di lasciare il paese mentre erano ancora in pieno svolgimento i procedimenti giudiziari nei suoi cionfronti” invece di sottolineare che Craxi si sottrasse alla giustizia del suo Paese rendendosi latitante in uno Stato col quale non esisteva un trattato di estradizione con l’Italia.

     Dobbiamo decidere, signor Presidente, se stare dalla parte di chi ruba o dalla parte dei magistrati che perseguono il reato di furto?

     Vero, signor Presidente, “Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere” ma, a mio avviso, nemmeno camuffamenti, con un minestrone di parole, della realtà dei fatti nel momento in cui gli eredi politici di Craxi al governo vogliono far passare l’idea falsa e bugiarda che Bettino Craxi sia morto all’estero da esiliato.

     No, signor Presidente, Craxi non fu condannato all’esilio, pena che non esiste più nei nosteri codici, ma alla galera, in via definitiva, a 10 anni di galera e scappò dall’Italia prima che gli venisse ritirato il passaporto, preferendo alla patrie galere, quelle che scoppiano di cittadini detenuti comuni dei quali nessuno di occupa seriamente e per i quali, quando muoiono, non si sa perchè e come nelle carceri e nessuno scrive una lettera alla moglie, alla madre o alla sorella, “de minimis…”, una latitanza dorata!

     Egli, infatti, cosa che non è affatto accennata nella lettera del Capo dello Stato, era già stato condannato, con sentenza definitiva:

- a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo ENI SAI il 12/11/1996

- a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese, il 20/4/1999

mentre, all’atto della sua morte è stata pronunciata, per tutti gli altri processi in cui era imputato, alcuni dei quali in secondo o terzo grado, sentenza di estinzione del reato a causa del decesso anche se, ad esempio, in primo grado, Craxi era stato condannato a 4 anni e una multa di 20 miliardi di lire per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, nel quale era stato condannato anche Silvio Berlusconi pena prescritta, per lui, in appello il 26 ottobre 1999.

     Ed a proposito di quest’ultimo processo, nei 285 faldoni di documenti che compongono l’archivio Craxi, ad avvalorare l’inchiesta della magistratura, c’è una lettera autografa firmata da Silvio Berlusconi, una lettera ignota ai più, della fine di ottobre 1994. La prova decisiva che mancava alla storia della televisione italiana: il decreto Berlusconi.

     Per i più giovani e per quelli che hanno scarsa memoria, bisogna ricordare che il 16 ottobre 1984, tre pretori,  a Roma, Torino e Pescara, avevano ordinato l’oscuramento di Canale 5, Retequattr0, Italia uno e di altre 2 emittenti perchè trasmettevano in diretta su tutto il territorio nazionale, nonostante il divieto allora imposto dalla legge vigente. I pretori, cioè, avevano applicato la legge!

     Berlusconi, da buon piazzista, guidò la protesta del tutto immotivata sul piano legale, ma dovette tenere spente per 4 giorni le sue TV. Finchè la mattina del 20 ottobre, il Consiglio dei ministri, convocato d’urgenza da Craxi, varò il decreto legge (dov’era il carattere d’urgenza nell’interesse generale dello Stato?) che sanava immediatamente la situazione concedendo un anno di tempo alle TV.

     Tutti, allora, pensarono che il presidente del Consglio avesse voluto dare una mano al suo amico Silvio ma nessuno potè dimostrarlo. La lettera autografa di Berlusconi a Craxi, la conferma che mancava: “”"Caro Bettino, grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di ricambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli TV prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie del profondio del cuore! Con amicizia, tuo Silvio“”".

     Chi sa se il Presidente della Repubblica conosce il testo di questa lettera e, se sì, se l’annoveri tra le “luci o le ombre del nostro Stato democratico”! “”".

     QUESTA ERA L’ITALIA AI TEMPI DI CRAXI; QUELLA SUCCESSIVA DELL’ERA BERLUSCONI E’ SICURAMENTE STATA PEGGIORE, PIU’ ARROGANTE , PIU’ CORROTTA E PIU’ FAMELICA. ECCO LA RAGIONE PER LA QUALE, DA CRAXI IN POI, IL DEBITO PUBBLICO E’ AUMENTATO IN MODO ESPONENZIALE E PERCHE’ L’ITALIA SI TROVA IN UNA SITUAZIONE DI GRAVE CRISI ECONOMICA E MORALE MOLTO PROSSIMA ALLA GRECIA RIDOTTA ALLA FAME DALL’EUROPA DELLE BANCHE E DEI BANCHIERI, COMPRESI QUELLI SFUGGITI ALL’INCHIESTA MANI PULITE QUALCUNO DEI QUALI SIEDE IN QUESTO GOVERNO!

                                                                                                   

          

 

                                           

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“”"SOLA, NEL RICORDO DI UN LONTANO AMORE”" di Donatella P.

 

     Ringrazio. anzitutto, la gentile e cara amica, Donatella per avermi concesso l’onore ed il piacere di pubblicare questa sua bellissima poesia nei miei blog. Come ho già detto a lei, ho cercato nel Web alcune immagini che accompagneranno i suoi stupendi versi.

SOLA, NEL RICORDO DI UN LONTANO AMORE.

Dei miei passi l’ombra avanza

 nell’esangue chiaror di luna

        impallidiscono le rose

                                    (Radura sotto il chiaror di luna di Mario Ventura)

 

del buio i lembi s’avvolgono

ai rami, contorti come braccia

protesi a cercarti

 

in questo giardino dove il vento

accarezza i profumi d’amore

che ci sorprendevano

 

                               (Amore e psiche – pittura di Donatella Saldino)

 

avvinti fra tralci di parole sussurrate,

tra le labbra umide di baci e di pioggia

nell’aurora che sbocciava

fresca e pura al lento morir

di solitarie stelle, fioche candele

che ora si spengono una a una

 

                                                                   (Bacio)

 

in un soffio di pungente solitudine.

 

                                                (Solitudine)

 

                                                                                    (Donatella P.)                                      

 

 

                                                                                                                    


    

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(Aggiornamento dei 3 precedenti post): L’ARROGANZA DEGLI IPOCRITI!

 

     Prima di continuare l’analisi dei “Mi manda mamma e papà”, ritengo sia necessario smontare, così come merita, l’arroganza di chi, vivendo nel proprio mondo dorato sin dal suo primo vagito, stimando di possedere maggiore dignità di tutti gli altri, imitando l’arroganza della mamma, con scarso senso dell’opportunità e sbattendo il telefono in faccia ai giornalisti, ha dichiarato: “IO NON MI DEVO GIUSTIFICARE CON NESSUNO”.

     Si dà il caso che nessuno aveva chiesto alla dott.prof.Silvia Deaglio di giustificarsi.

     La sua, come quella di molti altri, era la scandalosa presa d’atto che, anche se dicono di non essere politici ma solo tecnici, i  membri di questo governo hanno gli stessi vizi dei politici di professioine ed appartengono alla stessa “Casta” di chi fonda l’avvenire, la carriera ed il successo dei propri figli sul privilegio di “casta”, sulla propria posizione baronale e sulle relazioni interpersanali o intercastali che ne derivano e, quando qualcuno mette il dito nella scandalosa prassi del nepotismo e del familismo, prendono cappello ed ostentatno la loro adirata reazione per essere costretti a scendere dal loro trono, dal loro Olimpo, per dare conto del loro operato al popolo volgare con il quale pensano di non avere nulla in comune ed al quale non riconoscono alcun diritto ad investigare sulle loro fortune.

     Ah! Benedetta Rivoluzione Francese!  Benedetta Ghigliottina!

     Evidentemente, nel loro dizionario non esiste nè il termine nè il concetto di democrazia:

     A mamma Fornero ed a figlia Deaglio non passa neanche per la testa che altri suoi compagni di corso, pur avendo le stesse capacità e la stessa preparazione ma non gli stessi NATALI siano stati penalizzati e magari il loro procariato sia proprio figlio dei loro privilegi.

     No, loro pensano, anzi sono sicuri, di meritare il meglio, tutto e subito, perchè, come diceva il Marchese del Grillo, “”"AH…ME DISPIACE MA IO SO’ IO E VOI NUN SIETE UN CAZZO!”"”.

     Forse, allora, qualche ragguaglio dovrebbero darlo e magari la mamma ministro rassegnare le dimissioni dopo avere affamato i pensionati con un reddito LORDO di 14oo euro!

     Perchè, forse lo sapranno già, ma in internet c’è un documento, datato 8 febbraio, sul “Post Viola” dal titolo “”"Elsa, Silvia e lo strano caso del Professor Piazza” che vale la pena di riportare integralmente:

“”"C’è un nome che ricorre nella storia professionale di Silvia Deaglio – figlia del ministro del lavoro Elsa Fornero – ed è quello di Alberto Piazza, potentissimo docente di genetica umana all’università di Torino. E’ lui il presidente della commissione giudicatrice chiamata ad effettuare la valutazione comparativa che ha nominato la Deaglio, nell’ottobre 2010 e con sei anni di anticipo rispetto alla media, docente di seconda fascia.

     Nell’attribuzione del posto messo a concorso ha avuto un ruolo determinante, per Silvia Deaglio, l’incarico di capo unità di ricerca all’Hugef (ente finanziato dalla Fondazione S.Paolo), ottenuto solo un mese prima, nel settembre 2010, quando era ancora al gradino più basso della carriera accademica, proprio a ridosso dell’ultima riunione della commissione che l’ha nominata docente. Nei verbali del concorso oltre ai molti titoli, corsi e premi vinti, si legge testualmente: “La candidata dimostra inoltre un’ottima capacità di attrarre fondi di finanziamento per la ricerca: infatti è responsabile di rilevanti progetti di ricerca”. (Fonte Corriere della Sera del 7 febbraio 2012). Il riferimento  è appunto al ruolo ricoperto all’Hugef per il quale la Deaglio riesce ad attrarre milioni di euro di finanziamenti, attraverso la fondazione bancaria di cui la Madre Elsa è vicepresidente. Ma non è tutto: appena due settimane prima della chiusura del concorso, il 6 settembre, Piazza apre un convegno indetto dall’Hugef, di cui illustra le “linee di ricerca 2010-2011″ : tra i relatori del convegno subito dopo l’onnipresente Piazza, c’è la non ancora orofessoressa Deaglio. Ed è cos’ che la Deaglio diventa docente, giudicata da Alberto Piazza, inossidabile barone in quello stesso ateneo (Torino, dove insegnano anche mamma e papà di Silvia Deaglio), nello stesso dipartimento di cui Piazza è direttore. Una roba da far girare la testa.

     Ironia della sorte, Alberto Piazza è anche il Presidente dell’Hugef l’ente in cui la Deaglio ricopre il ruolo di capo ricerca e di cui Elsa Fornero, in quel momento, ricopre il ruolo di vicepresidente.

     RIEPILOGANDO: Alberto Piazza è dunque nello stesso tempo:

- Presidente della commissione d’esame che attribuirà il posto a Silvia Deaglio

- Docente di genetica umana nell’università prersso cui la Deaglio diventerà docentge e dove già insegnano entrambi i genitori

- Presidente dell’ente, l’Hugef, presso cui la Deaglio ricopre già il ruolo di capo di unità di ricerca e di cui la madre, Elsa Fornero, è in quel momento vicepresidente.

Frutto del caso? Coincidenze? Forse. Però se la Deaglio fosse docente in un’università diversa da quella in cui insegnano i genitori, avesse vinto il concorso senza che il presidente della commissiomne giudicastrice fosse di quella stessa università, nonchè presidente dell’ente di cui la madre è in quel momento vicepresidente e presso cui la Deaglio opera come responsabile di unità di ricerca non sarebbe meglio?“”".

IL RESTO ALLA PROSSIMA PUNTATA.               

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(Aggiornamento dei due post precedenti): NEPOTISMO E FAMILISMO NELL’ITALIA DEI SEDICENTI TECNICI SENZA VERGOGNA!

   Finalmente, anche la stampa quotidiana nazionale, da oggi, ha incominciato ad occuparsi del caso dei figli della “casta” dei sedicenti “tecnici” che, dopo aver sistemato i propri rampolli nei livelli più alti possibili delle rispettive carriere, hanno avuto la faccia di “tolla” di parlare di “monotonia” del posto di lavoro fisso e di “mammoni”.

       Ma non solo i tre “tecnici” di cui abbiamo scritto nei due post precedenti. Ci sono altri figli di “tecnici-politici” ma anche altri figli di politici di altissimo rango sistemati nel ruolo di MANAGER, DIRIGENTI, PROFESSORI UNIVERSITARI, ecc..

     Da domani, salvo problemi (il mio blog oggi non funzionava in uscita sino a pochi minuti fa!) continueremo a parlare della figliolanza di alto livello.

    Stasera vi presento solo una vignetta che già circola in rete e vi auguro la buona notte.

                                                                                                                 

                                            

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(AGGIORNAMENTO DEL POST PRECEDENTE): I FIGLI DEI MINISTRI CON POSTO/I FISSO/I VICINISSIMI A MAMMA

     Da alcuni giorni il Presidente del Consiglio Monti e due dei suoi ministri di sesso femminile, si esibiscono per mettere in ridicolo il posto di lavoro fisso o vicino casa, vicino alla mamma.

     A prima vista, avrebbe potuto essere considerata una seria discussione sul tempo della mobilità sociale. Ma già ieri avevo accennato al fatto che non tutti i giovani abbiano le stesse condizioni di partenza perchè ce ne sono alcuni che, essendo figli di tali madri e padri, prendono il via da posizioni di assoluto privilegio.

     Stasera, a completamento provvisorio del post precedente, possiamo osservare tre casi di figli fenomeni:

GIOVANNI MONTI, figlio di Mario Monti presidente del Consiglio dei ministri:                                                                             

SILVIA DEAGLIO  figlia di Elsa Fornero, ministro del lavoro e delle pari opportunità:

PIERGIORGIO PELUSO, figlio di Annamaria Cancellieri, ministro degli interni l’ultima che ha deriso i giovani di volere il lavoro fisso vicino alla mamma:

                                                                                     CON UNO STIPENDIO DI 500 MILA

                                                                                     EURO ALL’ANNO.

     OGNUNO RIFLETTA E RICORDI CHE QUESTO GRUPPO DI SIGNORI CHE AVEVANO PROMESSO “”"EQUITA’”"”  SENZA CONOSCERNE IL VERO SIGNIFICATO SI E’ IMPOSSESSATO DEL GOVERNO PER CONTINUARE A FARE I PROPRI COMODI ALLE DIPENDENZE DEL GOVERNO PRECEDENTE E CON LA COMPLICITA’ DELLA SEDICENTE SINISTRA  DI BERSANI IL QUALE CREDENDOSI ALLE OLIMPIADI PENSA CHE L’IMPORTANTE SIA PARTECIPARE NON IMPORTA IN QUALE RUOLO. PER ADESSO BERSANI SI ACCONTENTA DI FAR FARE AL SUO PARTITO IL DONATORE DI SANGUE SENZA RENDERSI CONTO CHE LA SUA COMPLICITA’ E’ SERVITA E SERVE ESCLUSIVAMENTE PER FREGARE I LAVORATORI DIPENDENTI A REDDITO FISSO ED I PENSIONATI. SULLE COSE IMPORTANTI, POI, I SEDICENTI TECNICI INFILTRATI TRA I E CON I POLITICI, COME LA RESPONSABILITA’ PERSONALE DEI GIUDICI E SULLE NOMINE RAI, MONTI CONCORDA TUTTO CON BERLUSCONI BEN SAPENDO CHE IL PD, PER BOCCA DEL SUO SEGRETARIO NAZIONALE, NON PERDE OCCASIONE PER AFFERMARE CHE IL GOVERNO MONTI RESTERA’ COMUNQUE IN CARICA SINO AL 2013. QUELLO CHE LA SEDICENTE SINISTRA NON HA CAPITO E’ CHE GLI ITALIANI NE HANNO PIENI GLI ZEBEDEI DI QUESTI E DEI CIALTRONI CHE LI SOSTENGONO!!!

Un chiaro messaggio per Bersani ed il PD:

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SMASCHERIAMO IL GOVERNO DI PREDICATORI IMBROGLIONI E DOPPIOGIOCHISTI

     Nel prece4dente post avevo passato velocemente in rassegna la carriera accademica del prof. Mario Monti, oggi presidente del Consiglio di un governo di predicatori imbroglioni e doppiogiochisti.

     Ovviamente,, non avevo esaurito l’analisi della sua  ampia biografia; mi ero riservato e mi riservo ancora di parlare delle sue numerose cariche ricoperte in organi di gestione di grandi aziende private e dei ruoli di grande rilievo in diverse commissioni governative e parlamentari e come membro della Commissione europea oltre a quella, dal 1999, di Commissario europeo per la concorrenza.

     La qualifica di “tecnico” attribuitagli dal Quirinale all’atto dell’incarico di formare il nuovo governo e subito accettata e ribadita dai partiti che ne formano la maggioranza-inciucio è quanto di più falso o improprio possa esistere sia per quanto lo riguarda personalmente, chr per tutti gli altri membri, di fatto, veri e propri proconsoli in incognito per l’esterno dei partiti che sostengono con il voto il sedicente governo dei tecnici imbottito di personaggi che, direttamente o indirettamente, hanno o hanno avuto a che fare con la politica, spesso con quella più squalificata.

     Ciò detto, del prof. Monti ritornerò a scrivere ancora quanto prima.

     Stasera, parlerò, invece, del ministro Elsa Fornero e del suo vice ministro al lavoro Miche Martone, i più esposti in questo momento.

     Elsa Fornero, , dal 16 novembre 2011, è ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle Pari opportunità.

- E’ professore ordinario di economia politica presso la Facoltà di economia dell’Università di Torino;

- E’ coordinatore scentifico del CeRP;

- E’ Honorary Fellow del Collegio Carlo Alberto;

- E’membro del collegio docenti del Dottorato di Scienze economiche dell’Università di Torino e del Dottorato in Social Protection Policy  presso la Maastricht Graduate School of  Governance dellìUniversità di Maastricht dove è anche docente;

-E’ membro del nucleo di valutazione della Spesa Previdenziale;

-E membro del Comitato scientifico dell’observatoire de  l’Epargne Européenne di Parigi;

- E’ membro del comitato editoriale della Rivista Italiana degli Economisti;

- E’ editorialista del quotidiano della Confindustria il Sole 24 ore-

     Due domande: per ognuno dei suoi incarichi quanto percepisce? Dorme mai?

     Ma i suoi incarichi non finiscono qui:

- Dal 1993 è stata consigliere comunale al Comune di Torino, eletta nella lista “Alleanza per Torino”  (saranno stati anche lì tutti sedicenti tecnici?);

- E’ stata vice presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa S.Paolo (2010 – 2011);

- E’ stata vice presidente della Compagnia di S.Paolo (2008 – 2010);

- E’ stata membro del Consiglio direttivo della Società Italiana degli economisti;

- E’ stata membro del Comitato scientifico di Confindustria (2005 – 2006);

- E’ stata membro della Commissione di esperti valutatori presso la World Bank (2003 – 2004);

- E’ stata membro della Commissione di esperti della Task Force costituita presso il CEPS a Bruxelles (2001 – 2003);

- E’ stata membro della commissione ministeriale di esperti indipendenti per la verifica presidenziale (2001);

-E’ stata componente del Comitato Scientifico del Mefop (2000 – 2003).

     Il ministro Fornero è moglie dell’economista Mario Deaglio.

     Ricordate la dichiarazione farlocca di Monti? “”"Il lavoro fisso? Che monotonia!”"”.

     Quella dichiarazione di Monti, infatti, è tornata come un boomerang sul governo, in particolare sul ministro Fornero, quella che ha singhiozzato quando con la manovra “Ladri in Italia” ha tagliato l’adeguamento delle pensioni superiori ai 1400 euro lordi, perchè qualcuno si è ricordato che Silvia Deaglio fa la ricercatrice ed è anche diventata professore associato alla Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, lo stesso ateneo dove insegnano mamma e papà.

     Due posti fissi, povera figlia! Chi sa che noia, prof. Monti!

     Ci resta di parlare ancora del geniale vice ministro Michel Martone,, che non è mai stato, non è e non sarà mai uno sfigato.

     Egli è figlio di Antonio Martone, magistrato, avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati.

     Antonio Martone, padre di Michel, è stato presidentre dell’Authority degli scioperi e quindi della Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche(CIVIT), nominato da Brunetta, dalla quale si è dimesso dopo essere stato coinvolto come testimone nell’inchiesta P3.

     La carriera di Michel Martone è stata fulminante! Laureatosi in giurisprudenza nel 1997, a 23 anni, presso l’Università La Sapienza, con una tesi sui “Profili di attualità della subordinazione” con 110/110 e lode, appena laureato vinse un dottorato di ricerca all’Università di Moderna. A 26 anni divenne ricercatore di ruolo presso l’Università di Teramo ed a 27 anni diventò professore associato. A 29 anni vinse il concorso a professore ordinario all’Università di Siena, classificandosi secondo su due candidati in seguito al ritiro di altri 6.

     Al concorso aveva presentato solamente due monografie di cui una in edizione provvisoria, quindi, non valutabile.Ottenne 4 voti a favore su 5 mentre l’altra candidata, 52 anni – due lauree e 40 pubblicazioni, ottenne 5 voti positivi su 5.

     Ciononostante fu Michel Martone ad ottenere il posto da ordinario!

     Dal 2005, è professore ordinario di diritto del lavoro presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo dove, in precedenza (2001 -2005) era professore associato.

     Ha insegnato presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione ed è stato docente a chiamata presso l’Università LUISS, LUMSA e la Sapienza di Roma.

     Il giovane Martone è anche avvocato del Foro di Roma abilitato a patrocinare presso le Magistrature Superiori e, nel 2009, ha creato col fratello Thomas lo Studio Legale Martone & Martone.

     E’ capo redattore della rivista Argomenti di diritto del lavoro. E’ stato consulente dei ministri Maroni, Nicolais, Brunetta e Sacconi. E’ membro della Fondazione Craxi.

     Il 24 gennaio 2012 ha fatto la sua prima dichiarazione pubblica come vice ministro del governo Monti affermando che “”"Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato”"”.

     Dopo tale dichiarazione, verrebbe spontaneo rivolgergli una domanda. “Guardandosi allo specchio, è arrossito?”"”. Se non lo ha fatto è un emerito “Pirla”!

     Ad abundantiam, per comprendere meglio perchè, rivolgo l’invito a guardare il video

http://youtu.be/rM5gwntnADA

www,youtube.com/watch?v=rM5gwntnADA

ed ascoltare ciò che ha detto pubblicamente Marco Travaglio giovedì scorso nel corso della trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro.                                                                                                               

                                                                                                                               

                                          

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PROF. MONTI, NON ABUSI DELLA PAZIENZA DEGLI ITALIANI!

     Il prof. Monti dovrebbe essere un po’ più prudente e dovrebbe evitare di abusare della pazienza degli Italiani ed evitare dai salotti televisivi di ammannirci le sue “monotone” verità lapalissiane che non fanno altro che offendere l’intelligenza degli Italiani.

     Nella vignetta precedente, che circola nel Web, e dalla sua biografia nota, è facile ricavare il convincimento che proprio lui non abbia alcun titolo per parlare di precariato. Infatti non lo ha mai fatto il precario prima di oggi. Oggi, sì, è un vero precario a tempo, indeterminato solo perchè non sa quando i partiti che lo sostengono lo manderanno a casa.

     La stessa cosa vale per il ministro del lavoro Fornero la quale ha fatto in fretta ad asciugare le lacrime versate alla presentazione della manovra lacrime e sangue nei confronti solo o prevalentemente a danno dei lavoratori dipendenti a reddito fisso e dei pensionati e che ora, sfoggia sorrisi a tutto spiano avendo alla sua destra l’impresentabile suo  giovane e coccolato sottosegretario  Martone figlio di tanto padre, ma dimentica i rudimenti minimi della     

democrazia sostanziale dimenticando che sia il presidente del Consiglio, Monti,  che lei stessa e tutti gli altri membri del Governo non hanno mai ricevuto alcun mandato dal “popolo”, costituzionalmente, “sovrano”, e che, quindi, quando afferma che”la riforma del lavoro, compreso l’art. 18, il governo la farà con o senza l’accordo con le parti sociali”, non fa altro che imitare “il fascismo intellettuale” che caratterizza l’Amministratore Delegato della FIAT nei confronti dei lavoratori e del sindacato FIOM-CGIL. Con la differenza che Marchionne, con o senza barba, amministra un’azienda privata anche se, da sempre, ampiamente foraggiata dallo Stato con i soldi dei contribuenti, mentre  lei dovrebbe svolgere le funzioni pubbliche di Ministro di questa disastrata Repubblica.

     Chi ha la capacità critica di riflettere su questo governo di sedicenti tecnici nel quale, invece, ci sono, anche se non dichiarati, i proconsoli sia del Pdl e sia del Pd,   sa benissimo che esso è il frutto dell’inciucio voluto dal  Quirinale e realizzato per fare ingoiare ai cittadini quel boccone amaro che nessuno, nè cittadini ne, men che meno i sindacati, avrebbero accettato da Berlusconi dal quale, comunque, nei 18 anni precedenti avevano già accettato tutte le nefandezze possibili ed immaginabili.

     E che chi oggi esercita l’alta funzione di presidente della Repubblica italiana fosse l’unico a poter far digerire un governo del genere, un falso governo di equità,  lo si comprende abbastanza facilmente analizzando il comportamento dello stesso soggetto quando, in precedenza, Parlamentare Europeo, colto in castagna da un coriaceo giornalista tedesco, aveva reagito come risulta dal video che segue ma che non era mai stato visto o descritto dai media italiani.

www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

http://youtu.be.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

     Vi fideresti di un governo voluto da lui?                                                                                   

     Tornando al nostro presidente del Consiglio Monti che pontifica dai salotti TV perchè dice di dover spiegare la verità, la sua verità, ai cittadini italiani, non possiamo evitare di osservare che il suo non è un vero governo; è un protettorato nel quale le decisioni vengono assunte solo con l’approvazione preventiva di Pier Ferdinando Casini, di Angelino Alfano, nella sua qualità di ventriloquo di Berlusconi e, qualche volta, da Pier Luigi Bersani il quale, ogni tanto,  corre al Quirinale per protestare perchè, mentre il Pd fa il donatore di sangue, il Pdl ottiene ciò che vuole.

     Il ministro Fornero, la pseudo democratica, per meglio comprendere cosa fare con i sindacati che, per adesso hanno solo abbaiato, ha ricevuto i capigruppo del Pdl alla Camera ed al Senato Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto e l’ex ministro del Lavoro (a che titolo?) Maurizio Sacconi.

     Questo governo, cioè, è una mera finzione per distrarre i sudditi, destra e sinistra contano meno di zero se si discostano dai binari fissati dal potere economico imposto dai banchieri internazionali e dagli speculatori finanziari.

                       

                                                                                                        

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PER NON DIMENTICARE ENRICO BERLINGUER.

www.youtube.com/watch?v=-FHPpkRH8LM

     Questo video contiene alcuni frammenti degli incontri di Enrico Berlinguer con i giornalisti e soprattutto con i cittadini in alcune manifestazioni pubbliche. Vi sono anche le ultime immagini dell’ultimo suo comizio che dovette chiudere frettolosamente perchè, da lì a pochi minuti, sarebbe morto.

     Lo pubblico, come ha fatto un altro amico, al quale lo avevo inviato ieri sera, nel suo blog e su FB per fare conoscere , soprattutto ai giovani , un uomo integerrimo ed un politico onesto,  d’altri tempi, che aveva fatto della “questione morale” in politica una sua ragione di vita all’interno del Parlamento italiano.

     Dedico questo video anche agli immemori ed ai disonesti in malafede ed agli ignoranti della politica quelli che teorizzano  che i politici “sono tutti uguali” per giustificare la loro superficialità  ed il loro disimpegno ed anche a coloro che,anche in questi tempi di grave crisi non solo economica ma etico-sociale, continuano a ridurre tutto a barzelletta, si divertono a ridere ed a scherzare considerando la realtà come se fosse un gioco, una sequenza di un telefilm, invece che una pagina della nostra vita e di quella futura dei nostri figli.

     La dedico anche allo spocchioso prof. Monti, presidente del Consiglio “precario”, a chiamata, come i membri del suo sedicente governo tecnico schiavo del precedente governo, che, per non annoiarsi, continua a tartassare i cittadini lavoratori dipendenti a reddito fisso ed i pensionati ed, indecorosamente, si permette di fare dell’ironia sui disoccupati in cerca di un lavoro o di prima occupazione insieme al sedicente ministro del lavoro con le lacrime in tasca la quale, molto democraticamente, anche se non rappresenta il “popolo sovrano” perchè non è stata mai eletta da nessuno, annuncia che la riforma di sua competenza, con o senza l’accordo con le “parti sociali” , sarà fatta lo stesso. Sembra di risentire il ricatto dell’Amministratore delegato della Fiat ai lavoratori in cassa integrazione ed alla FIOM-CGIL!                                                                                                                                                                                                                                                                                     

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DAI COLORI AUTUNNALI ALLA PRIMA VERA NEVICATA

                  SOLO     IMMAGINI     DEI     DINTORNI     DI    CASA                                  

                              

         

                                           

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LA “CASTA” MENTE SPUDORATAMENTE PER INGANNARE IL POPOLO “MINCHIONE”!

      Il cosiddetto governo dei tecnici con i denti d’acciaio per riuscire meglio a spolpare anche le ossa del popolo che ha sempre pagato le tasse, lavoratori dipendentei a reddito fisso e pensionati, ci aveva promesso, mentendo, equità ma non è riuscito a far scucire nemmeno un euro alla “casta dei delinquenti” che siedono comodamente in Parlamento e nuotano nei loro assurdi privilegi e nelle loro ruberie pur essendo i più pagati non solo d’Europa ma del mondo.

     Ieri pomeriggio, i truffatori del popolo minchione che non ha trovato ancora il coraggio di fare ciò che altri Popoli forniti di attributi hanno già fatto e continuano a fare,per bocca dell’Ufficio di presidenza della Camera hanno diffuso la notizia, che i coriferi dei quotidiani on line ed i Tg in mano ancora al cadente puttaniere hanno subito trasmesso, secondo la quale i deputati si sarebbero ridotti lo stipendio di 13oo euro lordi (circa 700 euro netti).

     Era una clamorosa bufala, l’ennesima, per ingannare, per prendere per i fondelli il popolo italiano, da loro considerato da sempre minchione.

     In realtà, la busta paga dei componenti il disonorevole club della “casta” parlamentare rimarrà intatta nonostante tutti gli annunci.

     La clamorosa scoperta sarebbe stata fatta dal giornalista Franco Bechis il quale avrebbe scritto che “Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali dei parlamentari che sono scattate dal primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese perchè non è più loro richiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1000 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese) oltre alla quota assistenziale 8526,66 euro al mese).

     La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (1 anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga”.

     I nostri “eroi” della menzogna, temendo che se la notizia dell’aumento degli stipendi fosse trapelata all’esterno avrebbero corso il rischio di essere linciati, hanno pensato bene di prenderci ancora una volta in giro diffondendo la falsa notizia di una sforbiciata, peraltro modesta rispetto a quella che hanno subito e stanno subendo i veri lavoratori,  al loro lauto stipendio.

     In effetti NON SI SONO RIDOTTI LO STIPENDIO hanno semplicemente, con grande fatica, rinunciato ad intascare i 700 euro in più netti che avrebbero guadagnato con il nuovo metodo contributivo.

     I BUGIARDI CONTINUANO AD ESSERE SEMPRE ED ANCORA ANCHE LADRI. LADRI DELLA BUONAFEDE DEI CITTADINI ONESTI!!!                                                                                             

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OGGI EROS 433 PASSERA’ VICINO ALLA TERRA

      Oggi, l’asteroide Eros 433 transiterà alla distanza minima della terra, senza pericolo, comunque, per il nostro pianeta.

     Ieri si trovava ed è stato fotografato alla distanza di circa 27 milioni di chilometri dalla terra

     L’asteroide fu scoperto nel 1898, di forma irregolare, sembra una patata, il suo lato più lungo misura circa 30 chilometri di lunghezza.

     Secondo il prof. Gianluca Masi, l’astrofisico curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope, sarà visibile dalla terra anche con un rudimentale telescopio domestico o, addirittura, con un ottimo binocolo, a partire dalle 22,30 circa di oggi, osservando in direzione Sud-Est nella costellazione del Sestante, proprio sotto la costellazione del Leone.

     Dovrebbe essere ben visibile, salvo annuvolamenti intensi, perchè, avvicinandosi alla terra, assumerà una posizione ottimale rispetto alla configurazione Terra-Sole,  acquisendo maggiore luminosità che sarà massima il 3 febbraio.

     Sarà un evento molto interessante che terrà sicuramente col naso allinsù  tutti gli esperti della materia ma forse anche molti curiosi.

 (Fonte ANSA).

                                                                                                                                                  

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RICORDATE “GARDALAND: DA UNA NOTA UN CONCERTO. LA POTENZA DEL WEB” ?

     

     Questo post è dedicato a tutti gli amici, spero migliaia, che hanno partecipato alla campagna contro Gardaland che aveva discriminato i ragazzi e non solo affetti da Sindrome di Down.                                                            

     E’ con l’animo pieno di gioia che Vi trasmetto la notizia appresa da un blog amico, quello di “Quaderni Socialisti”, che potete formulare gli auguri più cari, io l’ho già fatto, alla Dottoressa Giusi,

la prima laureata in Italia affetta da Sindrome di Down il cui primo commento, orgogliosamente, è stato: “”"IO NON SONO DOWN, SONO GIUSI”"”.                                                                                                                                          

     AUGURI, carissima Giusi, per il tuo futuro. Un forte abbraccio! 

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IL GIORNO DELLA MEMORIA. E BASTA?

     Oggi, tranne lodevoli eccezioni, nella maggior parte dei blog, il tema trattato è stato quello dell’eccidio, del massacro a danno degli Ebrei, degli omosessuali, degli handicappati, degli zingari, dei comunisti e di appartenenti ad altre piccole minoranze, prima, rinchiusi nei campi di concentramento nazisti a milioni, poi a piccoli gruppi uccisi nelle camere a gas ed, infine, fatti “passare” per il camino dei forni crematori dalla bestialità della soldataglia nazista di Adolf Hitler.                                                    

     In contrapposizione, mi piace qui sottolineare che il 27 gennqaio 1945, giorno in cui furono aperti i cancelli ed abbattute le recinzioni del campo di sterminio di Auschwitz ciò avvenne ad opera dei soldati dell’Armata Rossa che mai avrebbero immaginato di vederfe con i loro occhi uoimini, donne e bambini, superstiti del massacro, in quelle condizioni.

     Quindi, è giusto ed onesto inchinarsi e riflettere, ed io lo voglio fare, per non dimenticare.                                                                                                                          

     Ciò è stato fatto dappertutto: sui giornali, alla televisione, anche sul Colle del Quirinale dove risiede la più alta carica dello Stato, il custode della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza.

    Ma, a mio avviso, questa giornata così come viene celebrata è insufficiente, direi monca, perchè riflette e ricorda, quasi per continuare con questo rito a lavarsi la coscienza come se ciò bastasse a dimenticare che, pure in forma, per fortuna, enormemente ridotta, infinitamente più ridotta, altri massacri di donne, uomini e bambini sono avvenuti ed avvengono anche quotidianamente altrove con la stessa o maggiore ferocia da parte di un’altra soldataglia che non esito a definire neonazista che ha imparato e perfezionato, in modo più sofisticato ma con la stessa rozzezza, i metodi dei loro maestri , i nazisti hilteriani.

     Sono perfettamente cosciente che queste mie affermazioni desteranno scandalo tra i benpensanti ed i baciapile abituati a ricordare la storia e la cronaca a spanne.

                                                                                                                                   

           Lo stimolo a scrivere questo post, quando avevo deciso di non scrivere nulla sull’argomento, l’ho ricevuto dalla lettura di una brevissima riflessione su un blog che leggo spesso, quasi quotidianamente, quello dei “Quaderni socialisti” che pubblico integralmente, compresa la foto, avendo preavvisato:

     

    “”"Questa bambina non si chiamava Anna Frank. Non aveva scritto un diario. Anche se l’avesse scritto nessuno lo avrebbe pubblicato. Se qualcuno lo avesse pubblicato nessuno lo avrebbe letto perchè la propaganda non se ne sarebbe occupata.                                                                                                                  

     E’ morta in silenzio, con i suoi genitori durante l’operazione di sterminio dei Palestinesi, chiamata dal governo israeliano”Piombo fuso” .

     Nessuno ne parlerà mai, nessuno si preoccuperà mai di sapere il suo nome”"”.

     Io non conosco il nome di questa bambina ma ritengo di poterle rivolgere il mio pensiero e ricordarla perchè ha la stessa dignità di tutti gli altri morti di qualsiasi sterminio sottolineando, però, che questa piccola bambina è morta per mano di chi giustifica il suo barbaro operato nascondendosi, senza vergogna, dietro l’usbergo dello sterminio degli Ebrei da parte dei nazisti e protetto dagli USA con i suoi veti all’ONU!

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FORCONI, FASCISTI, PUPI E PUPARI.

     R I E P I L O G H I A M O!                                                                                                      

     Sarà perchè ho ancora viva nella memoria la città di Reggio Calabria messa a ferro ed a fuoco dalla violenza fascista dei “Boia chi molla” che,  prima di scrivere qui qualcosa, ho voluto avere un quadro verosimilmente preciso di ciò che stava succedendo veramente in Sicilia nei giorni scorsi e, da ieri, in quasi tutto il territorio nazionale ad opera degli stessi soggetti.

     Al terzo giorno delle manifestazioni e delle prime violenze a danno di chi non si “appecorava” al volere altrui, la situazione aveva già i connotati della chiarezza. C’erano tutti i segnali che “La serrata dei padroni”, quella che montava con i nomi di “Movimento dei Forconi” e di “Forza d’urto”, nonostante l’iniziale buonafede di tanti cittadini, aveva assunto il carattere dell’egemonia mafiosa.                                                                                                    

     Il primo segnale si ebbe quasi subito quando, dopo aver minacciato “calci in culo” per difendere la propria “apartiticità”, Forza Nuova flirtava con gli organizzatori e sfilava con i suoi uomini ed i propri simboli e poteva emettere comunicato stampa con il quali annunciare non solo il sostegno solidale al cosiddetto “Movimento” ma precisava che “I militanti forzanovisti di Palermo hanno affisso, dopo aver incontrato alcuni esponenti dei movimenti di lotta, nei pressi dell’autostrada per Catania, alcuni eloquenti striscioni per esprimere il proprio sostegno alla lotta di popolo in atto”.

     Era la conferma del legame organico stabilito tra Forza Nuova ed i Forconi e che gli “agrari” e gli autotrasportatori avevano autorizzato i fascisti ad affiggere i loro striscioni ai presidi del movimento.

     Anche i nazileghisti di Bossi e Borghezio si sono subito affrettati, insieme allo squalificato partitino di Scilipoti, ad esultare sulla prima pagina di “la Padania” mentre i leader del movimento hanno subito dimostrato di gradire gli ammiccamenti  del giornalino leghista pubblicando sulla propria pagina di Facebook il link “Onore alla Padania”.                                        

    Intanto incominciavano ad essere diffuse notizie sempre più preoccupanti su bande di delinquenti comuni che giravano per le città e minacciavano i commercianti. In particolare, il titolare di un bar di Lentini. Ciro Scammacca, scriveva di essere stato minacciato pesantemente: “O chiudi il negozio o te lo bruciamo”.                                                                                                        

     Non sono stati solo questi i fatti a suscitare perplessità. Infatti, mentre, apparentente, il movimento dei forconi risultava fosse esploso in tutta la sua virulenza nel corrente mese di gennaio 2012, si veniva a sapere, invece, che i Forconi sono nati molto tempo prima, nell’estate del 2011 ad Avola nel corso di una visita dell’allora ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, siciliano anche lui e nel mirino della magistratura inquirente per collusione con la mafia, e che sin da allora era incominciato a germogliare sotto traccia il germe della protesta, della rivolta quando era divenuto chiaro a molti che le pesanti manovre estive del governo Berlusconi, contro il quale nessuno aveva mosso un muscolo, non avevano avuto alcun effetto e che quel governo, già isolato e squalificato a livello europeo, avrebbe avuto vita breve perchè destinato a dimettersi e che, quindi, bisognava prevedere l’insediamento di un nuovo governo che avrebbe dovuto affrontare di petto la drammatica situazione esistente con provvedimenti impopolari, lacrime e sangue, il lavoro sporco, per tentare di raddrizzare la situazione fallimentare del Paese e che avrebbe fatto da parafulmine e da detonatore alle ire sia dei ceti maggiormente colpiti, lavoratori dipendenti a reddito fisso e pensionati, e sia delle lobby privilegiate di coloro che hanno sempre spadroneggiato nel Paese come benzinai, tassisti, autotrasportatori, latifondisti, agrari, farmacisti, notai, avvocati, ecc., coloro che hanno sempre goduto di trattamenti di riguardo da parte dei governi catto-piduisti-fascisti e nazi.leghisti.razzisti che si sono succeduti negli ultimi 18 anni.

     Alla guida dei Forconi, ufficialmente, Marino Morsello, Mafriano Ferro e Giuseppe Scarlatta da sempre invischiati con la politica, i politici e gli imprenditori locali.

     Forza d’urto, invece, aveva riunito in un unico movimento le due sigle più rappresentative degli autotrasportatori “Aitrass” e “Aiass” rispettivamente guidate da Salvatore di Bella e Giuseppe Richichi i quali, anche loro, in passato, avrebbero avuto varie esperienze politiche con numerosi partiti.      

     Apparve subito alla popolazione attonita più avveduta che dietro i rivoltosi dei Forconi e di Forza d’urto ci fossero i fascisti di Forza nuova che iniziavano a nominare nelle regioni meridionali i loro portavoce come fossero quelli ufficiali del movimento,  inserendosi, così, negli spazi vuoti lasciati ufficialmente liberi dalla politica e che, come sempre in passato, la mafia, con la sua manovalanza, entrava nei negozi e nelle officine ed obbligava a chiudere, minacciando altrimewnti di spaccare tutto, bloccando le strade principali e gli imbocchi delle autostrade, fermando i furgoni anche se vuoti e costringendo a lasciarli fermi mentre migliaia di opifici venivano costretti con la violenza a subire la cosiddetta “rivoluzione”.

     Ma i sedicenti rivoluzionari che avrebbero dovuto, nelle loro intenzioni, costringere la politica, soprattutto quella governativa, a scendere a patti, di fatto, hanno rivolto la loro violenza esclusivamente contro i cittadini siciliani costringendo alla chiusura addirittura i supermercati e persino le panetterie. La loro sedicente rivoluzione ha sortito così l’effetto di affamare il popolo, soprattutto quello disinformato, il più umile, quello che nelle corsie dei supermercati ha trovato solo scansie vuote già saccheggiate dagli amici degli amici che, per tempo informati, avevano fatto i loro generosi rifornimenti.

     Ma ciononostante, coloro che hanno ben meritato la qualifica di “intellettuali della Magna Grecia” , con la pancia piena, nei capannelli, difendevano la “rivoluzione” e aizzavano gli studenti, sicuramente i più ignoranti, a bruciare la bandiera italiana “”"contro lo Stato che affama la gente”.

     Non sono in grado nemmeno di capire chi sono stati i veri affamatori!

     Quello che i capipopolo e gli intellettuali non vogliono fare emergere è che la loro rivoluzione ai cannoli è nata dalle stesse persone e dagli stessi interessi che hanno eletto la loro classe dirigente negli ultimi 30 anni preferendo la raccomandazione al diritto ed al pubblico interesse, il clientelismo ed il servilismo alla retorica dell’incoscienza che non chiede ai propri eletti legalità, non chiede strade, linee ferroviarie moderne, acqua corrente libera , una sanità più decente, servizi sociali più efficienti, meno corruzione e ruberie, meno evasione, dimenticando che, servi del potere mafioso, in una delle precedenti elezioni poliche dettero la maggioranza in 61 circoscrizioni su 61 a Berlusconi ed alla sua banda di ladri e grassatori, di corrotti e corruttori e senza, chiedersi ora quali siano state le forze politiche che hanno governato questo Paese, compresa la Sicilia, nè, tanto meno, chi ha prodotto il grave deficit sul quale l’Italia ha rischiato e rischia la bancarotta.

     Gli stessi che adesso, dopo che Monti, al quale questo blog non ha mai risparmiato critiche, con i suoi provvedimenti pesantissimi sta cercando di raddrizzare la barca, teorizzano addirittura di aspettarsi di essere richiamati al governo.

     Intanto “zio” Pippo Richichi si fa largo davanti alle telecamere con la sua scorta che lo accompagna dappertutto credendo di poter ripetere il 2007 quando, con lo sciopero degli autotrasportatori voleva dare la spallata al governo Prodi ma finì in galera con l’accusa di aver tagliato le gomme dei tir che cercavano di aggirare la sua protesta che, allora, si chiamava “Tir selvaggio”. Anche stanotte da qualche parte sono state tagliate le gomme di qualche Tir!

     ”Zio” Pippo lo sanno tutti che è un uomo potente, uno che ha navigato nel mare magum della politica senza scottarsi mai ed incassando sempre qualche beneficio come le consulenze all’assessorato ai trasporti col governo di Totò Cuffaro e l’area di 45mila metri quadrati dell’interporto di Catania che si è aggiudicato, stranamente, alla quarta gara dopo che le prime tre erano andate deserte per soli 15 mila euro all’anno per i prossimo 15 anni.

     Già, Totò Cuffaro; l’intellettuale che, giovane ed ancora sconosciuto deputato regionale, il 26 settembre 1991, partecipò alla puntata speciale di “Samarcanda” di Michele Santoro dedicata alla commemorazione di Libero Grassi, ucciso dalla mafia e si scagliò con veemenza contro il conduttore, gli intervistatori e gli intervistati accusandoli, pensate un po’, di “giornalismo mafioso e lesivo della dignità della Sicilia”. Fu il suo vero debutto, la sua prova  del fuoco!

     Il 17 novembre 2001, fu eletto col 59% dei voti; il 9 aprile 2006 eletto ed il 2008 rieletto senatore come capolista dell’UDC di Cesa e Casini i quali dovrebbero essere entrambi mancini perchè privi della mano destra come Muzio Scevola dal momento che tutti e due avevano assicurato di poter mettere la mano sul fuoco sulla sua innocenza. Ma, invece, il 18 gennaio 2008, in primo grado, fu dichiarato colpevole di favoreggiamento nel processo per le “talpe della DDa di Palermo e condannato a 5 anni di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, sentenza talmente mite da indurlo a festeggiare con i suoi amici con un grande vassoio di cannoli.

     Il 23 gennaio 2010, la Corte d’Appello di Palermo lo condannava a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato nel processo “talpe DDa” ed il 22 gennaio 2011, la Corte di Cassazione confermava, in via definitiva, la condanna a 7 anni di reclusione associandolo al carcere di Rebibbia. “SIC TRANSIT GLORIA MUNDI”!

     In conclusione di questo lunghissimo ma non esaustivo post, credo di poter consegnare alla riflessione degli intellettuali siciliani e, soprattutto, delle donne, tutte molto più in gamba, e degli uomini onesti, e sono tanti in quella regione quanto lasciò scritto Bertolt Brecht,  come se lo avesse scritto stamani: “”"IL PEGGIOR ANALFABETA E’ L’ANALFABETA POLITICO. EGLI NON SENTE, NON PARLA, NE’ S’ INTERESSA DEGLI AVVENIMENTI POLITICI. EGLI NON SA CHE IL COSTO DELLA VITA, IL PREZZO DEI FAGIOLI, DEL PESCE, DELLA FARINA, DELL’AFFITTO, DELLE SCARPE E DELLE MEDICINE, DIPENDONO DALLE DECISIONI POLITICHE. L’ANALFABETA POLITICO E’ TALMENTE SOMARO CHE SI INORGOGLISCE E SI GONFIA IL PETTO NEL DIRE CHE ODIA LA POLITICA. NON SA, L’IMBECILLE, CHE DALLA SUA IGNORANZA POLITICA NASCE LA PROSTITUTA, IL MINORE ABBANDONATO, IL RAPINATORE E, IL PEGGIORE DI TUTTI, IL BANDITO,  CHE E’ IL POLITICO DISONESTO, IL MAFIOSO, IL CORROTTO, IL LACCHE’ DELLE IMPRESE NAZIONALI E MULTINAZIONALI”"”.                                          

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Oscurantismo

Oscurantismo.

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Join Our Censorship Protest!

Join Our Censorship Protest!.

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“MOVIMENTO FORCONI”: FASCISTI, NAZILEGHISTIRAZZISTI, MAFIA, MASSONERIA E NULLITA’.

(I comuni cittadini dove sono?)

    Nel precedente post avevo sottolineato che la protesta dei cittadini onesti è sempre legittima ma che ci deve essere un limite alla sua messa in atto per evitare che ci sia qualcuno che colga l’occasione per caratterizzare e trsformaree la protesta in violenza.                                                                                    

     E’ ciò che, purtroppo, è avvenuto in Sicilia al “Movimento dei Forconi”  sul quale hanno messo il cappello non solo i neofascisti di Forza Nuova ed il nullismo del partitino decimale di Scilipoti, ma addirittura la Lega di Bossi e Borghezio,

ed altri personaggi che, con le minacce, hanno impedito agli operai del “Petrolchimico” di Gela di lavorare, ai supermercati di rifornire gli scaffali con la merce accatastata in magazzino

 e obbligando i gestori a tenere le serrande chiuse ed i panettieri, ieri, a non poter panificare; spaccando le vetrine dei pochi negozi che non avevano chiuso le serrande durante la manifestazione; accoltellando ad una gamba l’autista di un camion che a bordo del suo mezzo cercava di guadagnarsi la pagnotta quotidiana per i propri figli; impedendo gli approvvigionamenti al solo fine di terrorizzare non i veri responsabili della situazione italiana e, quindi, isolana, i loro veri riferimenti politici nazionali e locali, ma solo i cittadini incolpevoli che, oltre a quella delle istituzioni, sono costretti a subire la loro violenza ed i loro atti intimidatori denunciati pubblicamente stamani in una trasmissione della 3^ Rete RaiTV.

     E come hanno dichiarato sia la Segretaria della CGIL Sicilia che il Presidente di Confindustria Sicilia, sta emergendo clamorosamente l’evidente strumentalizzazione politica da parte di “Demagoghi in servizio permanente effettivo” e la presenza di “realtà criminali organizzate che mirano a far saltare tutto”.

     Anche Confartigianato e Confcommercio  hanno lanciato l’allarme di “inquinamento politico-mafioso”.

     Gli agitprop accusati di strumentalizzare la protesta legittima e civile sarebbero nomi ben noti per le loro storie personali e politiche, cresciuti all’ombra di personaggi ormai squalificati e fuori dal gioco che starebbero tentando l’accreditamento per una nuova avventura politica in proprio sino ad oggi fallita nei precedenti tentativi.

     Tra loro si distinguerebbero Martino Morsello, ,, ex imprenditore e factotum di “Altragricoltura, in passato consigliere comunale a Marsala e più volte assessore ai tempi del PSI di Bettino Craxi, candidato senza esito nel 2008 all’assemblea regionale in una lista collegata all’attuale presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo e, recentemente, ritenuto contiguo a Forza Nuova.

     Un altro portavoce del Movimento, sarebbe Mariano Ferro., imprenditore agricolo di Avola, ex Forza Italia, ex Mpa, candidato in passato, senza esito a sindaco di Avola e poi, successivamente alla Camera.

     Infine, svolgerebbe il ruolo di portavoce anche Giuseppe Richichi,, da oltre 20 anni dirigente degli autotrasportatori dell’Aias, ex trasportatore egli stesso, uno dei responsabili della gestione a Catania di un autoparco realizzato con fondi pubblici.

      Il più noto tra i tre sembra sia Morsello, un ex allevatore ittico la cui azienda, nel 2003, improvvisamente, fallì a suo dire perchè vittima dell’usura ma che difronte alle accuse di infiltrazioni mafiose nel Movimento, avrebbe sfidato i Sindacati e la Confindustria a dimostrare con prove quanto da loro dichiarato.

     Quello che, a mio avviso, l’iniziativa solitaria ed estemporanea siciliana capeggiata da imprenditori agricoli, autotrasportatori, di fatto dal patronato che sfrutta il lavoro altrui non mostra di avere alcuna relazione positiva col mondo di chi lavora come dipendente e, quindi paga più di tutti gli altri il prezzo di questa crisi e che, in questo caso, ha ricevuto soltanto un danno non solo di immagine per essere stato strumentalizzato ma anche materiale per la chiusura degli impianti di distribuzione, persino, ieri, del pane perchè ai supermercati ed ai panettieri, oltre che ai distibutori di carburante, è stata “ORDINATA” la chiusura o con le buone o con le cattive!

     E questo sarebbe il loro concetto di democrazia? Quello dei neofascisti di Forza Nuiova e dei nazileghistirazzisti della Lega di Bossi e Borghezio?

     Personalmente, credo che i Siciliani, tra i quali mi onoro di avere tanti amici, meritino molto di più e di meglio.  Meritino di essere amministrati, in sede locale e nazionale, da politici che non finiscano in galera per collusione con la mafia come è già successo, non molto tempo fa e forse succederà ancora, a persone probabilmente note anche agli organizzatori o portavoce del Movimento Forconi.                                                                                                                                                                   

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SI SCRIVE “”"FORCONI”"”, SI LEGGE “”"FASCISTI”"”!

     Ho sempre pensato e sostenuto che quando IL POPOLO DEGLI ONESTI protesta ha le sue buone ragioni per farlo.                                                                                         

       Ma sul cosiddetto “Movimento dei Forconi”, sin dall’inizio, ho provato istintiva diffidenza, la stessa che molti anni fa avevo provato, ed avevo ragione,  con i “Boia chi molla” di Reggio Calabria che, quando hanno gettato la maschera, hanno svelato il loro vero volto, la loro matrice politica ed hanno semidistrutto la città sullo stretto.                                                

       E’ fatale che succeda in casi del genere, che si parta in pochi affermando la propria “apartiticità” e minacciando ritorsioni nei confronti di chi avesse l’ardire di inquinare il proprio movimento per scoprire, poi, che, a poco a poco, la “purezza” del movimento non esista più nemmeno nelle idee e nei metodi prima vagheggiati e poi usati.                                                                              

     Basterà guardare ed ascoltare con attenzione il personaggio, non certo vergine politicamente, che lancia il provlama del movimento dal video

www.youtube.com/watch?v=X-4xhu7TR3A

per comprendere che quel soggetto forse lo avrà anche visto ma sicuramente non ha mai toccato un “forcone” non ha mai sfiorato il mondo contadino come tanti altri che abbiamo visto capeggiare il “Movimento” tra cui il miliardario presidente e proprietario del Palermo-Calcio Maurizio  Zamparini, leader del “movimento per la gente”.

     Vero è che il calcio si pratichi in un campo ma è un campo in cui non si coltivano derrate alimentari anche se si producono altri miliardi!

      Il movimento dei Forconi è stato subito inquinato dal sindacato degli autotrasportatori, che non sempre o quasi mai sono quelli che guidano i mezzi di trasporto ma li posseggono in proprietà e ad arringare i presenti a Catania, alla prima manifestazione popolare del 15 dicembre, primo germe della futura “rivolta”, ci fosse solo il leader riconosciuto della sezione locale di “Forza Nuova”, Gaetano Bonanno.

     Sul movimento dei Forconi, nato nel mondo agro-pastorale, per sottolineare la sfruttamento del loro lavoro e l’inadeguato ricavo dalla vendita dei prodotti dei campi bagnati dal loro sudore, ha messo subito il proprio marchio “Forza Nuova”, che sa, invece, di vecchio ed antistorico, che teorizza, col suo segretario nazionale, Roberto Fiore, “La rivolta in atto in Sicilia si allargherà ben presto a tutte le regioni del Sud Italia per divenire un fatto nazionale” .

     La colonizzazione del movimento dei Forconi è candidamente e furbescamente rivendicata dal comunicato stampa odierno di Forza Nuova

   che sfila con le proprie bandiere alla manifestazione dei Forconi e dichiara “”"I MILITANTI FORZANOVISTI DI PALERMO, CHE SARANNO PRESTO SEGUITI DAGLI ALTRI NUCLEI PRESENTI IN SICILIA HANNO AFFISSO, DOPO AVER INCONTRATO ALCUNI ESPONENTI DEI MOVIMENTI IN LOTTA, NEI PRESSI DELL’INGRESSO DELL’AUTOSTRADA PER CATANIA, ALCUNI ELOQUENTI STRISCIONI PER ESPRIMERE IL PROPRIO SOSTEGNO ALLA LOTTA DI POPOLO IN ATTO”"”. Un bel connubio ha prodotto l’incontro tra fascisti e Forconi!

     Persino il partitino di Scilipoti che, sino all’altro ieri, ha fatto il reggicoda di Berlusconi che ha portato l’Italia alla rovina si è messo a corteggiare il movimento dei Forconi, snaturandolo.

      Fatto è che il primo giorno della rivolta dei Forconi, nonostante le avverse condizioni climatiche, è stata paralizzata l’intera Sicilia con il pacifico blocco delle arterie principali, dei porti, delle raffinerie con la partecipazione di almeno 100 mila cittadini

      Nel silenzio generalizzato ed incompensibile della grande stampa nazionale e locale, poche sono state le notizie filtrate prevalentemente attraverso la Rete da dove si apprende che nei prossimi giorni oltre che strade, autostrade, ferrovie e porti si intenderebbe bloccare anche l’apertura dei supermercati e persino delle farmacie. Sarebbe una vera follia!

     Già a Lentini ci sarebbe stato il primo atto di violenza: un venditore ambulante avrebbe accoltellato il “padroncino” di un camion mentre, nei pressi di Palermo, per poco non c’è stata una strage tra i binari della ferrovia invasa dai manifestanti, tra i quali donne e bambini, e dove il treno da Messina, invece di fermarsi, come speravano i manifestanti, è arrivato a tutta velocità senza nemmeno rallentare provocando il fuggi fuggi generale appena i manifestanti hanno intuito che il convoglio non si sarebbe bloccato. Per fortuna, solo spavento!

     La manifestazione dovrebbe proseguire sino a venerdì con obiettivi precisi e concreti come la defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica ed  il blocco delle procedure esecutive di Equitalia.

     La cosa più importante è, comunque, che non prevalga la violenza alimentata da chi teorizza il tanto peggio-tanto meglio e soffia sul fuoco della protesta per alimentarla e trasformarla in violenza cieca, incontrollata e incontrollabile.                                                                                                        

Inserito in DEMOCRAZIA | 16 commenti

LA CONSULTA SCIPPA IL REFERENDUM E LA CAMERA PER LA SECONDA VOLTA VOTA NO ALL’ARRESTO DI COSENTINO!

          Oggi, per ben due volte la Costituzione repubblicana è stata violentata brutalmente: la prima volta dalla stessa Consulta che, pur avendo il compito di farla rispettare, ha scippato il referendum sulla legge elettorale , sostituendosi alla volontà di centinaia di migliaia di cittadini che  chiedevano la cancellazione di quella vergognosa in vigore confermando il sospetto di inciucio che già da qualche giorno circolava insistentemente nel web e non solo.

        Il secondo vulnus alla legalità ed alla democrazia è avvenuto immediatamente dopo ad opera della maggioranza della cricca della Camera dei “nominati” deputati, quelli che qualcuno definisce ancora “onorevoli” senza avere mai spiegato dove stia il loro onore, i quali, per la seconda volta, con 309 no e 298 sì, hanno negato l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino

indagato dalla magistratura campana per camorra, quantunque la Giunta per le Autorizzazioni si fosse espressa qualche giorno fa a favore dell’arresto.

     Risulta clamorosamente vero che nel voto finale sia stato determinante, oltre a quello di alcuni “compari” della Lega,  il voto contro l’arresto espresso dai 6 deputati radicali eletti nella lista del Pd composta da oves et boves.

  Ovviamente, Bersani non avrà niente da dire in merito! Mentre i berluscones si sono prodotti in manifestazioni di gioia all’annuncio dei risultati della votazione a scrutinio segreto e l’imputato Papa si è esibito in un lungo e plateale abbraccio a Cosentino!                                                                

     E qualcuno, anche molto in alto, parla ancora di democrazia. Quale democrazia? Quella della  Fattoria degli animali? 

                                                                                                                                                                       

Inserito in delinquenza di Stato, POLITICA E MAFIA, RISPETTO E TUTELA DELLA COSTITUZIONE | 17 commenti

I RETROSCENA DELL’ADDIO DI MALINCONICO AL GOVERNO

      Al mio post di ieri sull’affare Malinconico che altro non era che la pura cronaca dei fatti con l’aggiunta di qualche malizioso interrogativo per far meglio comprendere l’accaduto, due care amiche, forse perchè politicamente un po’ sprovvedute o perchè non avevano letto con molta attenzione quanto avevo scritto, dopo aver sostenuto, sostanzialmente entrambe, riferendosi al governo precedente, giustamente, che “eravamo abituati a certe facce di bronzo”, a mio avviso emotivamente, la prima aveva commentato: “QUESTI ALMENO SI DIMETTONO” e la seconda: “SE HA DECISO DI DIMETTERSI L’IMBARAZZO C’E’ STATO” Quasi che mi fossi divertito a mettere sulla graticola il povero sottosegretario.

     Era così?

     Non certamente per un puntiglio ma solamente per affermare che quando si commenta ciò che altri scrivono, per poter contraddire correttamente, bisognerebbe avere la buona abitudine di leggere con attenzione ed anche essere informati, ritengo di dover ritornare sull’argomento per aggiungere altre informazioni e far compredere meglio il senso delle mie affermazioni quando mi sono riferito a tre giorni di “imbarazzato ed imbarazzante silenzio” ed al fatto che le dimissioni siano arrivate solamente dopo un colloquio a quattrocchi col presidente del Consiglio, segno evidente che la lettera inviata il giorno prima al capo del Governo non fosse stata del tutto esaustiva perchè mancante della parte essenziale nelle aspettative del prof. Monti: le dimissioni.                                                                                                                    

     Più chiaro di così e, presumo, in discreto italiano, non so scrivere! Non era necessario, a mio avviso, che scrivessi anche che quando, ieri a mezzogiorno, il sottosegretario Malinconico è entrato nell’ufficio del presidente del Consiglio sapeva già, almeno dal giorno prima, che la sua avventura, la sua prensenza al governo fosse finita.

     Infatti, il prof. Monti, sin da subito, appena la questione è diventata di dominio pubblico, gli aveva anticipato che in presenza di provvedimenti del Governo che erano costati gravi sacrifici alla parte più gracile economicamente dei cittadini italiani ed alla vigilia della presentazione di nuovi provvedimenti sulle liberalizzazioni che, sicuramente, avrebbero creato altri malumori in un’altra fascia di popolazione sia pure più fortunata della prima, l’Esecutivo non poteva permettersi di subire o tollerare uno scandalo in casa.

 

     I tre giorni di imbarazzante silenzio erano il frutto del tentativo di Malinconico di resistere alle dimissioni accreditando la favola che ha dato poi, ieri pomeriggio, ai cronisti di essere “Vittima di un attacco mediatico” ma l’ora e mezza di colloquio col presidente del Consiglio non ha smosso di un solo passo la decisione del prof. Monti affatto disponibile a mettere il silenziatore alla storia del soggiorno di Malinconico a spese di Piscicelli, l’uomo legato ad Angelo Balducci, esponente di primo piano della “cricca” che faceva affari sotto l’ala della P3.                                                                                  

    A Malinconico è stata concessa solo la formale dichiarazione protocollare affidata a Pietro Gnutti, ministro per gli Affari regionali, nella quale afferma: “”"Sono molto dispiaciuto per la vicenda del sottosegretario Malinconico, di cui ho avuto modo di apprezzare, in questo breve periodo, l’intelligenza e la leale collaborazione”"”.

     Dagli altri membri del Governo solo un  gelido e significativo silenzio. Con buona pace dei difensori della correttezza e buona fede di Malinconico.

     Intanto Monti, alla vigilia della presentazione dei provvedimenti sulle liberalizzazioni che non saranno affatto indolori, fa gli scongiuri perchè un altro affaire non gli scoppi in mano. Quello del ministro Patroni Griffi che, nel 2001, comprò un appartamento nello stesso edificio di Scajola, fronte Colosseo, dall’INPS che ne era proprietario, con uno sconto del 30% sul prezzo di mercato grazie anche, si dice, all’aiuto ottenuto da Malinconico.                      

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MALINCONICO ADDIO ALLA COMODA POLTRONA DI SOTTOSEGRETARIO!

     Dopo tre giorni di imbarazzato ed imbarazzante silenzio, il sottosegretario Carlo Malinconico, non potendo smentire quanto i giornalisti de “il Fatto Quotidiano” avevano pubblicato: DI ESSERE STATO OSPITE IN UN GRANDE ALBERGO DI PORTO ERCOLE, DI PISCITELLI, quello che rideva la notte del terremoto a L’Aquila  pensando a quanto avrebbe guadagnato con la ricostruzione, ha ammesso le sue magagne ma lo ha fatto alla maniera di Scajola quando disse che qualcuno gli aveva regalato l’appartamento fronte Colosseo A SUA INSAPUTA!

     Malinconico, cadendo dalle nuvole,ha dichiarato, infatti, come se fosse una cosa plausibile, “”"SOLO ORA APPRENDO CHE ERA STATO IL COSTRUTTORE AMICO DI BALDUCCI A SALDARE IL MIO CONTO”"”!

   Perchè, se lo avesse pagato qualcun altro la cosa non lo avrebbe meravigliato affatto? Sarebbe cambiata qualcosa?

     Il fatto che per ben quattro anni non si sia mai preoccupato di sapere chi avesse saldato il suo conto di circa 20 mila euro avrebbe continuato ad essere per lui una cosa normale, da passare sotto silenzio, se quei ficcanaso dei benemeriti cronisti de “il Fatto Quotidiano” non avessero scoperchiato anche questa pentola maleodorante?

      E dati i suoi rapporti personali con Anemone e Balducci, se fossero stati loro a pagaren il suo soggiorno di 4 giorni nel lussuoso “Il Pellicano” in “”"Una camera doppia standard, situata in cottage, con tariffa giornaliera di 515,00 euro a notte”"”, per lui sarebbe stata una cosa normale o consueta?

     Era forse un’abitudine per lui che, nel periodo in cui, prima di essere nominato sottosegretario, mentre era “gran commis” a Palazzo Chigi ed alla Fieg ma anche alla presidenza Audipress, consigliere d’amministrazione dell’ANSA, di Autostrade per l’Italia, ecc. che ci fosse qualcuno che pagasse al suo posto le sue vacanze?

     E’ facile immaginare l’imbarazzo del prof. Monti che lo aveva chiamato a svolgere la funzione di sottosegretario, si dice su suggerimento di Gianni Letta, ed è anche facile immaginare perchè le sue dimissioni siano state annunciate dopo un incontro, faccia a faccia, a Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio. Evidentemente la letterina che aveva mandato già ieri a Monti non era bastata, non era esaustiva, non conteneva ciò che il presidente del Consiglio si aspettava: le dimissioni!

     Quello che non è comprensibile, invece, è che Carlo Malinconico abbia affermato di essersi dimesso per poter difendere meglio se stesso e insieme l’esecutivo. Quell’esecutivo dei politici mascherati da tecnici che è stato scosso, per il momento, solo da questo inimmaginabile scandalo.

      Si vede che l’ormai ex sottosegretario Carlo Malinconico Castriota Scanderberg non crede che esistessero altri motivi per i quali avrebbe dovuto dimettersi come, ad esempio, la vergogna di ciò che era stato scoperto sul suo conto.

     O, stando alla sua motivazione, dobbiamo immaginare che non abbia provato e non provi alcuna vergogna nei confronti sia del governo che dei cittadini italiani ?                                                                                                                     

                                                         

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GLI INCIVILI LEGHISTI ALLA DERIVA!

                                           (Prototipo leghista al Parlamento europeo)

     Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla cafonesca recita a soggetto dei rozzi parlamentari leghisti che hanno trasformato le aule del Parlamento italiano nella curva di uno stadio durante una partita di cartello.

     Abbiamo ritrovato ieri i loro epigoni a Reggio Emilia, sguaiati e rumorosi, a contestare il presidente del Consiglio Monti alla cerimonia per il 215° anniversario del TRICOLORE, immemori che il loro partito, quasi ininterrottamente per 17 anni, ha tenuto bordone a ladri e delinquenti, caste e cricche, cattopiduisti e fascisti, evasori ed esportatori di capitali all’estero, partecipando in prima persona alla greppia sia della politica romana che a quelle regionali, provinciali e comunali e sistemando le proprie discendenze, mogli – figli – fratelli – nipoti, e rendendosi corresponsabili della rovina ecnomica, morale e civile dell’Italia.

     Oggi li troviamo protagonisti di un altro barbaro campionario di incivile linguaggio razzista e di incitamento all’odio razziale, un reato previsto dal Codice Penale italiano attraverso le cui maglie spesso, in passato, sono riusciti a sfuggire.

    Su Facebook è comparso, infatti, un gruppo definito, molto elegantemente “”"CAZZATE AD ALBENGA 2″”" nel  quale un membro dello stesso ha riportato la notizia che un cittadino marocchino aveva subito una rapina da parte di un connazionale e concludeva il proprio intervento con l’espressione “”"FECCIA BASTARDA COSA SUCCEDERA’ QUANDO SMETTERANNO DI SCANNARSI TRA DI LORO???”"”

     Non è sembrato vero al consigliere comunale leghista di Albenga, tale Marco Aicardi, forse con la speranza di fare carriera nelle gerarchie politiche della Lega, di aggiungere alla notizia la sua personale chiosa: “”"Servono i forni“”" in perfetta aderenza alla linea dettata dal manifesto leghista che, alla chetichella, è stato affisso, di notte, sui muri di paesi e città del nord     La notizia scandalosa, ripresa stamani dal Corriere della Sera, ha creato subito un parapiglia al quale ha partecipato, per difendere l’Aicardi, anche il sindaco leghista di Albenga, Rosalia Guarnieri, la quale avrebbe dichiarato “”"Questo feroce attacco nei confronti del nostro consigliere è eccessivo, strumentale e ingiustificato. Aicardi non è razzista, nè violento ma un padre di famiglia, un individuo leale e sincero”"”.

     Certo che come ottimo padre, chi sa che cosa insegnerà ai propri figli per farli uscire dalle caverne dove il razzismo leghista li ha sino ad oggi rilegati!

     Fatto è che il consigliere leghista di Albenga, evidentemente ben consigliato, nella speranza  forse di cancellare anche il reato commesso che, invece, resta in tutta la sua gravità, si è subito affrettato a rimuovere il suo commento dal network affermando che il suo commento “”"Non voleva essere razzista nè discriminante , ma semplicemente un modo brusco e provocatorio da me e da molti cittadini nei riguardi della presenza a piede libero di criminali, pregiudicati e clandestini, di qualsiasi origine e razza”"”. La toppa peggio del buco! Quando non si conosce la lingua italiana succede di non sapere che tra i propri ministri, per fortuna usciti, c’è anche qualche pregiudicato!

     Nessuna meraviglia per l’ignoranza del consigliere! La responsabilità, morale e politica, resta, comunque, a chi li ha avuti compagni di governo ed ha sempre sottovalutato la loro vena razzista, nazista e populista ma anche di chi non ha saputo alzare la guardia, opposizioni – stampa – istituzioni a custodia della legalità e della Costituzione, permettendo loro di elevare sempre di più il livello delle provocazioni e tollerando che il ministero degli interni fosse affidato ad un condannato in via definitiva per reati commessi a danno di membri della Polizia di Stato. UNA COSA VERGOGNOSA che ha fatto ridere tutto il mondo dando anche la misura della serietà degli Italiani!!!

     Personalmente, mi chiedo se al Presidente della Repubblica quando firmava quel decreto di nomina NON GLI TREMASSE LA MANO per la vergogna! Almeno questo!                                                         

                                            

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EVASORI CORTINESI E LORO DIFENSORI: MENO DIGNITA’ DEI MAFIOSI LATITANTI!

     Spero che nessuno abbia dimenticato l’affermazione di un presidente del consiglio italiano, tessere P2 n. 1816, , il quale strappò l’applauso in una assemblea confindustriale, se non ricordo male, affermando che FOSSE DIRITTO DEI CITTADINI EVADERE LE TASSE!          

     Evidentemente, quello che è stato il suo credo ed il suo regime di vita è attecchito talmente tanto che un amministratore comunale, il sindaco di Cortina D’Ampezzo, Andrea Francesci, , al quale ha subito dato manforte un altro Piduista di complemento, vergognosamente membro del Parlamento della Repubblica e capogruppo del Pdl (Partito dei ladri!) alla Camera, Fabrizio Cicchitto,, nell’unico giorno dell’anno in cui l’Agenzia delle Entrate si è assunto l’onere di controllare il fatturato di ristoranti, hotel, negozi e gioiellerie verificando che è aumentato in media del 400% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno e di almeno il 110% rispetto al giorno prima del controllo, ha avuto la faccia di tolla di protestare ad alta voce e senza rendersi conto che, quantunque laureato in legge, stava facendo apologia di reato nei confronti della categoria degli evasori fiscali e loro complici parlando, senza arrossire, di “Stato di polizia fiscale” in coro anche con il deputato leghista e membro della Commissione Finanze della Camera, Maurizio Fugatti,  , altro campione di democrazia e correttezza fiscale insieme al proprio partito fascista.razzista secondo i manifesti, , affissi nelle periferie delle città e dei paesi.                                                                                              

     E non è certamentr sufficiente la corretta dichiarazione del garante della privacy: “”"EVADERE E’ TERRORISMO“”".

     Il fenomeno cortinese e la scomposta reazione di quel sindaco e dei leghisti associati merita almeno un’analisi più approfondita, a rischio di essere prolisso come mi rimprovera qualche socialista con la coda di paglia.

     La meriterebbe principalmente da parte del prof. Monti e dei membri del suo governo per capire che, se invece di tartassare i poveri a reddito fisso ed i pensionati costretti a privarsi anche del necessario per vivere o a rubare TRE BISTECCHE, uno per ogni membro della famiglia e, scoperto, essere denunciato per furto  mentre i carabinieri facevano una colletta tra di loro per potergliele offrire, se, dicevo, invece di tartassare i redditi che non assicurano nemmeno la sopravvivenza, nella sua veste di presidente del Consiglio ma anche di ministro ad interim dell’economia, nella stessa giornata dei controlli a Cortina, il prof. Monti avesse sguinzagliato migliaia di agenti in tutti i luoghi appetibili per le loro disoneste vacanze ai tanti, ai troppi, furbi e disonesti ladri dell’erario, cioè di tutti quelli che le tasse le pagano regolarmente, avrebbe compreso quanto fosse facile portare a casa un ricco bottino e quanto fosse facile, se si vuole, stanare e punire i ricchi, cafoni e disonesti evasori, magari semplicemente chiedendo come faccia uno a girare per le strade di Cortina o di altrove al volante di una Ferrari o di una Porche, una Jaguar o una Bentley e vivere con un reddito dichiarato di 30 mila euro lorde all’anno, meno di un pensionato statale!

     E non è certamente un caso che Cortina con 6.097 abitanti residenti, compresi i neonati, che formano 2831 famiglie, abbia sul proprio territorio ben 6 sportelli bancari ma, stranamente, un reddito medio conosciuto e dichiarato di solo 17.165 euro lordi, ben 650 automobili per mille abitanti, compresi sempre i neonati, e decine di abitanti che affittano, ad esempio, un appartamento di 60 metri quadrati alla bella cifra di 25mila euro AL MESE, ribadisco al mese, mentre l’altra stragrande maggioranza non indica  il costo che è da pattuire a “TRATTATIVA PRIVATA” che, come spiegano alcuni Cortinesi che la sanno lunga in materia, vuol dire che una parte dell’affitto è da versare a mezzo bonifico come da contratto, ed il resto, spesso la cifra maggiore, da versare in nero in contanti. Con tante banche sulla piazza non è difficile riuscire ad avere liquidi oltre i mille euro della tracciabilità barzelletta; non è nemmeno difficile riuscire a fare un “giroconto” se si ha il conto nella medesima banca ad esempio come “Prestito infruttifero”. Papi con le olgettine docet!

     Quale può essere la conclusione momentanea?

     Che gli evasori e chi li protegge e li difende hanno sicuramente meno dignità dei latitanti mafiosi che vivono come i topi nascosti in un bunker sotterraneo ma che, quando vengono scoperti ed arrestati non protestano contro lo Stato di polizia tout court ma si complimentano con le forze di polizia che stringono loro le manette ai polsi: “”"SIETE STATI BRAVI”"” e la loro non è mai una presa in giro, una battuta beffarda!

     Ciò dovrebbe far riflettere di più, prima che il Paese esploda, il governo Monti per comprendere che se si perseguono gli evasori oltre che gli evasi, c’è tanto spazio per non far perdere il lavoro o per crearne un altro alle lavoratrici dell’OMSA, ; ai ragazzi ed alle donne tra i 15 ed i 24 anni tra i quali la disoccupazione è salita al top del 30,1%; per evitare che su 100 nuovi assunti con una delle 46 modalità contrattuali solo 18 lo siano a tempo indeterminato; per ridare dignità oltre che il lavoro ai lavoratori dei treni notturni soppressi perchè i poveri continuìno a viaggiare come se fossero animali ma anche per evitare che uno stenografo del Senato guadagni quanto il Re di Spagna, 290mila euro, avendo anche la sedicesima mensilità!!!

   Capito, prof. Monti quali siano le vergogne dell’Italia? Non l’adeguamento delle pensioni al costo della vita come equità avrebbe consigliato!!!

     Per quanto mi riguarda, l’alternativa per voi, se non lo capirete, resta la forca!!! 

                                                                                

Inserito in ART.53 DELLA COSTITUZIONE, Attualità, delitti impuniti, DEMOCRAZIA, DIRITTI E DOVERI, EQUITA', GIUSTIZIA, Legalità, SERIETA', SOCIETA' | 6 commenti