CIAO ROMAN!


 

 

 

       1° Maggio 2017: Ciao, Roman il tempo passa velocemente ma tu sei sempre nel cuore di tutti coloro che non possiamo dimenticarti, caro amico.

     Con immutato affetto. Osvaldo

 

     Ciao, Roman, amico carissimo. Dopo averlo fatto di persona salutandoti in presenza della tua bara, desidero congedarmi da te anche in questo spazio perchè chi leggerà sappia che non soltanto per la tua famiglia  e per gli amici più intimi , tra i quali avevo l’onore di annoverarmi da oltre vent’anni, ma  per tutti quanti ti hanno conosciuto ed apprezzato per le tue doti umane e per la tua preparazione tecnica, la  tua  tragica scomparsa  rappresenta una grave perdita ed un grande dolore.

     Mai avrei immaginato che la mia venuta a Malles per il WE del 1° maggio ,da gioiosa che la immaginavo e pregustavo ,si sarebbe trasformata in un incubo dallo stesso momento in cui, mentre salivo verso Mazia, ho visto l’elicottero del soccorso alpino rotearmi sulla testa diretto verso le montagne così tanto amate sia da te che da me.

     Nessuno poteva pensare che tu , esperto alpinista che aveva scalato le più alte e pericolose vette del mondo sarebbe stato tradito proprio da una delle modeste cime della Val Mazia.

     Immagino la gioia con la quale sei partito da casa insieme al tuo giovane figlio, a tuo nipote ed all’amico  all’alba del 1° maggio. Rapidamente avevate raggiunto la vetta quando, come è stato raccontato da chi era insieme a te, tu hai fiutato il rischio subentrato a causa dell’improvviso innalzamento della temperatura ed hai deciso, sollecitando i tuoi compagni di escursione, di scendere immediatamente a valle. Ma quel maledetto canalone dal quale dovevate necessariamente passare si è trasformato quasi subito in una trappola e la valanga che si è staccata ,con un fronte di oltre 40 metri e molto spessa, ha risparmiato i tuoi compagni travolgendo solo te con un abbraccio mortale che non poteva darti scampo, nessuna possibilità di salvezza.

     I soccorritori hanno dovuto scavare per oltre un’ora prima di ritrovare sepolto sotto quasi cinque metri di neve il tuo povero corpo ormai senza vita. Non è stata la mancanza di esperienza a tradirti! E’ stata la fatalità a strapparti all’affetto della tua dolcissima Helene e dei tuoi figli Manuel, Fabian e della piccola Lisa che ebbi il piacere di fotografare a pochissimi giorni della sua nascita.

     E, a questo punto, permettimi di poter dire quanti sono i ricordi che si affollano nella mia mente: come dimenticare il nostro primo incontro al Rifugio Sesvenna,  che a te stava un po’ stretto perchè troppo affollato e facile da raggiungere  e tu non amavi le cose troppo facili; la gioia di trovarti, senza saperlo, gestore del Rifugio Oberettes, ai piedi della Palla Bianca, e avere l’opportunità di partecipare, dietro tuo invito, alla settimana culturale  da te organizzata in modo impeccabile in quel rifugio; la lunga escursione fatta noi due da soli , da passo Stelvio a Trafoi, durante la quale abbiamo potuto constatare quanto la tua etica di cattolico e filosofo spiritualista fosse quasi sovrapponibile alla mia di agnostico marxista e come ciò non ci sorprese affatto perchè entrambi sapevamo conoscere ed interpretare i valori fondamentali della vita, della società, dell’umanità; come dimenticare il tuo sorriso e la tua vitalità?  Fu quell’escursione che sicuramente rese la nostra amicizia ancora più salda e più completa. Avevamo un’altra passione in comune: la fotografia. La tua macchina fotografica era sempre appesa al tuo collo pronta a  cogliere un’alba o un tramonto, un piccolo o grande animale vagante o uno dei tanti fiori lungo i nostri sentieri.

     Non avrò più la speranza  e la gioia di incontrarti  per caso  per le strade di Malles e di andare insieme a bere un caffè al bar e dimenticarci del tempo chiacchierando tra noi. Ma ho la sicurezza che il tuo ricordo sarà sempre nella mia mente e nel mio cuore perchè sei stato e resterai un vero amico . Avrò la certezza che non ci sei più solamente quando riuscirò a cancellare il tuo numero dalla rubrica del mio cellulare.

     Ciao, Roman! .

    

Annunci

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato all'Istituto Magistrale . Arrivato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna soprattutto l'Alta Val Venosta in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 24 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora anche la prossima estate. Sono in WhatsApp. Se appartiene alla cerchia dei miei amici, chiamami.
Questa voce è stata pubblicata in sentimenti. Contrassegna il permalink.

7 risposte a CIAO ROMAN!

  1. Annadigiugno ha detto:

    Leggo solo ora la risposta al mio commento.Grazie Osv…Annamaria

  2. PANDA ha detto:

    Osv, non ci sono parole… dirti che mi dispiace tantissimo per il tuo caro amico sembra una frase così scontata, anche se è la verità… purtroppo nella vita non è stato ancora inventato l\’antidoto alla sofferenza umana, e ho paura che non potrà mai essere inventato… Posso solo esprimerti tutta la mia solidarietà per il momento doloroso che stai vivendo… è brutto non poter fare di più!!! Mi dispiace tantissimo Osv per il tuo amico e per tutte le persone che, come te, soffrono per lui!!!!!!!

  3. Unknown ha detto:

    Anche se non lo conoscevo personalmente questa persona mi appare stranamente famigliare perchè vicina per una passione in comune, la montagna. Poi devo dire che dalla descrizione che hai saputo fare tu Osvaldo,emerge la figura di questo uomo non comune che un destino così imprevedibile ha sottratto all\’amore dei suoi cari e all\’affetto dei suoi amici. Mi sono commossa ,spero che il suo spirito sia di aiuto a tutti quelli che gli hanno voluto bene.Riposa in pace Roman ! Luisa

  4. antonella ha detto:

    Come già ti ho scritto, mi spiace per il tuo amico, per la sua famiglia e per te che tanto amavate e continuerete ad amare questo uomo, che , come tu lo ricordi, è stato grande e generoso. E\’ vero tu non lo vedrai più fisicamente a Malles o su per le montagne della Val Venosta ma egli sarà sempre nel tuo cuore e ti accompagnerà nelle tue passeggiate ed escursioni. E non posso non pensare ad una bellissima canzone dedicata a tutti i caduti della montagna, che amo molto e che so che anche tu ami,"Signore delle Cime"… ecco egli ora sarà libero di andare "per le sue montagne" . PER SEMPRE. Un abbraccio fortea prestoNelly

  5. q ha detto:

    E\’ bellissima questa dedica al tuo amico Roman……sono certa che da lassù la ha letta anche lui…….e sorride…..

  6. OSV-BARBATUS ha detto:

    Ciao, Annamaria. Grazie per il tuo commento così pieno di poesia e di esatta analisi dei sentimenti che hanno legato la vita di Roman alla mia.Sono sicuro anch\’io, non l\’ho scritto per non turbare i miei, che Lui come me non avrebbe potuto immaginare una fine diversa da quella che ha avuto. Di sbagliato c\’è stata la sua ancora giovane eta: solo 53 anni! Avrebbe potuto ancora guidare sulle alte cime schiere di appassionati della montagna, avrebbe potuto, come capo del soccorso alpino, partecipare a salvare ancora tante vite umane in pericolo. Ricordo ancora come si prodigò il giorno che un\’altra valanga in Val Mazia, da Cima Pleres spense altre 5 vite ma si riuscì a salvarne altre. Roman era veramente un grande. Non per niente il sito che era stato aperto dall\’associazione turistica nel giro di poche ore aveva raccolto centinaia di mail dall\’Italia e dall\’estero ,sino ad intasarlo, da persone che avevano vuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo per la sua bavura , la sua umanità e conoscenza della montagna. L\’estate prossima quando ripercorrerò quei sentieri sentirò in modo ancora più acuto di adesso la sua mancanza perchè avrò la consapevolezza, la certezza che non riusciremo più a camminare l\’uno accanto all\’altro perchè lui, come sempre, mi ha preceduto ed ha raggiunto i "pascoli del cielo". Grazie. Un abbraccio.

  7. Annadigiugno ha detto:

    Stessa passione.Del silenzio che accompagna il risveglio in una baita. Dell\’aria che si può quasi assaggiare tanto è cristallina, del rumore degli scarponi sulla neve, della montagna incombente, a volte madre amorevole, quasi una protezione, a volte sfida con i suoi pericoli e le sue faticose ascese, a volte l\’ultima cosa che vedrai quando il tuo tempo si è concluso.Un amore condiviso, un amore unico e speciale quello suo per questa presenza incombente, consueta, quasi come il viso che ritrovi allo specchio ogni mattino. Cambia, con la luce, con il tempo, ma è sempre e solo il tuo viso.Troppo giovane , troppo esperto, troppo innamorato di quei silenzi e di quelle luci, di quei freddi intensi, di quella neve quasi azzurrina, troppo presto…troppo dolore, troppa mancanza per i figli, la moglie amata, gli amici cari…ma son certa che se avesse dovuto scegliere non avrebbe avuto dubbi, il giorno della sua morte lo avrebbe voluto cos\’, nel freddo ed immenso abbraccio del suo elemento amato.Nel suo ultimo guizzo, mentre quella massa enorme lo ha travolto avrà pregato perche quell\’abbraccio fosse solo per lui e lasciasse indenni i suoi ragazzi e compagni, poi avrà sorriso e si sarà lasciato andare all\’eternità.E\’ una dedica toccante, forte, bellissima, da uomini, da amici, da persone che hanno condiviso idee che hanno parlato e e le loro parole si sono posate come piume sui sentieri petrosi di un sentiero di montagna.Un abbraccio a te alla sua famiglia ai suoi amiciAnnamaria

I commenti sono chiusi.