UN SALUTO DALL’ALTA VAL VENOSTA-


     02.02.2017

Ieri ho parlato dello scioglimento dell’Ortles. Oggi desidero presentarvelo come era quando ho avuto la fortuna per due volte di scalarlo con la mia  guida alpina preferita, Ernst , da me battezzato “il taciturno”.  La serie delle mie  foto ci fa vedere la bellezza di questo massiccio e di questo ghiacciaio la cui cima, la più alta dell’Alto Adige, raggiunge l’altezza dei 3.905 m.  

 ECCO ERNST IL TACITURNO 

                                              (Catena dell’Ortles-Cevedale)

     Ciao a Voi tutti, cari amici. Da ieri mattina mi trovo in Alto Adige nella regione montuosa che amo di più per le sue caratteristiche, per il rispetto dell’ambiente e per come questi laboriosi montanari sanno relazionarsi con chi, come loro, ama queste montagne e tutto ciò che ospitano.                                                                                                                                                                                                       Mi trovo in Alta Val Venosta  quotidianamente al cospetto di Sua Maestà l’Ortles che ho avuto il piacere e l’onore di scalare per ben due volte in 3 anni in compagnia del principe delle guide, Ernest, il taciturno, attento sempre a dove farti mettere i ramponi in assoluta sicurezza. Ricordi incancellabili di sensazioni indescrivibili!                                                                                                                                                                                                                                             

                                                 (L’Ortles visto dal centro di Malles)

     Da qualche anno, l’ascensione all’Ortles ha cambiato le sue caratteristiche a causa dello scioglimento del ghiacciaio. Nel 1992 e 1994, appena fuori dal rifugio Pajer dove si pernottava, dopo pochi metri si calzavano già i ramponi perchè il ghiacciaio era vicinissimo al rifugio.

                                         (Cima Ortles, quota 3905 tratto finale via normale)

                                            (Cima Ortles e Rifugio Pajer)

Lo scorso anno ho visto le foto scattate da un mio giovane amico belga che ha scalato l’Ortles con la mia stessa guida. Il percorso è irriconoscibile: poco ghiacciaio e tanta roccia con tratti di sesto grado.

(Questa era la via normale prevalentemente su ghiaccio. Oggi prevalentemente roccia, tranne la parte finale. L’Ortles sta perdendo il suo fascino! Quando l’ho scalato io era così!. 

                         (Rifugio Pajer dove si pernotta per salire all’Ortles)

     CIAO A TUTTI E SE QUALCUNO DI VOI VUOLE SCALARE L’ORTLES SI AFFRETTI PRIMA CHE IL GHIACCIAIO NON ESISTA PIU’!

                                 

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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5 risposte a UN SALUTO DALL’ALTA VAL VENOSTA-

  1. gabriarte ha detto:

    la montagna mi piace e mi piace fare lunghissime passeggiate ma le montagne le lascio scalare a chi è esperto sono sempre molto pericolose e poi non ho più l’agilità ciao bellissime foto divertiti!!

    • cordialdo ha detto:

      Ciao, Gabry. La montagna è molto democratica: offre percorsi adatte a tutti, per tutte le età, con zero difficoltà e con il massimo a salire di difficoltà. La prima volta che andai sull’Ortles non avevo mai calzato i ramponi ela mia guida, Ernest il taciturno, mi ha fatto salire al Pajer già nel primo pomeriggio per insegnarmi a camminare con i ramponi che non è una cosa semplicissima la prima volta. Ma ero elettrizzato quasi come la prima volta che ho fatto l’amore! Anche con lo stesso patema d’animo!
      Buona serata. Un abbraccio.

  2. rosanna44 ha detto:

    ciaooo ,ti auguro una buona vacanza …le montagne sono bellissime ma le scalate non fanno più per me …………….un abbraccio anche a Spillo !!!!

  3. silvianovabellatrix ha detto:

    Un caro saluto a te Osv che puoi goderti quei luoghi meravigliosi in tranquillità e per tanto tempo…attendiamo di vedere le tue nuove foto, con un po’ di invidia ( anzi, tanta!)
    Ciao!

    • cordialdo ha detto:

      Ciao, Silvia. Hai ragione per quanto riguarda questa natura ancora preservata dal turismo selvaggio. Mi considero veramente un fortunato a potermene sentire parte sia di questa natura che dell’ambiente umano. Ma non dimentico, comunque, i cari amici come te. Con vivissima cordialità e stima. Un abbraccio.

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