DAI GOVERNI BERLUSCONI A QUELLO MONTI: DALL’AGONIA ALLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA.


    L’agonia della Repubblica e, con essa, quella della democrazia in Italia, ha origini un po’ lontane, a quando al G8 di Genova, la città fu messa in stato d’assedio dalle cosiddette forze dell’ordine che non solo assalirono di notte inermi ragazzi che dormivano in una scuola trasformandola in una “bassa macelleria messicana”, ma  uccisero un ragazzo con un colpo di pistola in testa, fabbricarono prove false per giustificare il oro operato violento e cercarono di eliminare le prove delle responsabilità della “catena di comando”.

    Iniziava l’infausta era del governi cattopiduisti – fascisti e neonazistileghistirazzisti di Berlusconi e della polizia in assetto antisommossa agli ordini prevalentemente del ministro leghista dei respingimenti  ed addestrata da qualche epigono di Pinochet da qualche agente di Putin.                                                                                                                                       

    I risultati si videro subito. Gli spazi di democrazia e le garanzie costituzionali venivano sempre più ristretti ed ogni manifestazione, ogni protesta, fosse di studenti o di lavoratori, veniva brutalmente repressa con la violenza dei manganelli roteanti e col lancio immotivato di lacrimogeni nel silenzio più o meno connivente dei mezzi di comunicazione di massa e con l’inspiegabile paralisi dei cosiddetti partiti di opposizione allo sbando perchè quelli che rappresentavano la vera opposizione, il vero baluardo di difesa degli studenti, dei lavoratori e dei loro diritti erano rimasti fuori dal Parlamento quale premio alla più madornale bischerata di Walter Veltroni che fece cadere il governo Prodi al grido “Alle prossime elezioni andremo da soli”. Sappiamo tutti come finì e chi portò Veltroni al suo seguito in Parlamento!

     Intanto Berlusconi consolidava il suo potere con l’unico scopo di approntare tutti gli strumenti, leciti e molti illeciti, per neutralizzare la magistratura, delegittimandola, e riducendo ulteriormente gli spazi di democrazia con la complicità della banda dei ladri ed affaristi al suo seguito pronti a stringere patti sempre più stringenti per arricchirsi e per ricevere favori e prebende per mezzo degli appalti pubblici e di distribuzione delle tangenti che  diventavano sempre più corpose mentre i politici nominati dal “boss” erano pronti a votare qualsiasi norma di legge, anche la più vergognosa, purchè fosse funzionale a neutralizzare la caterva di processi per reati comuni in cui era e resta ancora implicato Berlusconi.

     I processi diventavano lunghi o brevi a piacimento; i termini di prescrizione si riducevano o allungavano con l’incostituzionale lodo Alfano o con l’altrettanto incostituzionale legittimo impedimento, a seconda che la materia riguardasse o meno il “principe”, lo “zar”; i reati venivano depenalizzati come il falso in bilancio appena qualche magistrato inquirente cercava di metterci il naso; anche i reati più gravi come la prostituzione di minorenni veniva aggirata per mezzo del reato di concussione a danno degli organi di polizia che dovrebbero essere, invece, messi nelle condizioni di scoprire e persehguire i reati.

     Nel frattempo la deriva del debito pubblico, iniziata con “l’amico Craxi”, galoppava all’impazzata mentre la massa dei delinquenti al governo negava la gravità della situazione e si permetteva persino di vantare la solidità dei nostri conti e dei nostri bilanci come i migliori di tutti gli altri Stati della zona euro.

     Gli altri capi di Stato e di Governo, piano piano, si rendevano conto di trovarsi di fronte ad un piazzista di merce avariata, al più grande bugiardo che la storia ricordi, ed incominciarono, con colpevole ritardo, ad isolare il “pallonaro”, il puttaniere senza decoro, imponendo il controllo da parte degli ispettori europei ed ordinando una serie di provvedimenti che, in pochissimo tempo, imposero ben 4 manovre economiche che resero alcune categorie di Italiani sempre più povere e forse anche pronte alla sommossa di piazza.

     Solo a quel punto, il Quirinale intervenne e convinse o impose, non è stato mai accertato, le dimissioni del governo Berlusconi quando ormai le casse dello Stato erano state svuotate e nani e ballerine continuavano a danzare al suono dell’orchestra di Tremonti che, sino all’iltimo momento raccontava altre falsità.

     Intanto gli amici più intimi ed i responsabili del disastro avevano avuto tutto il tempo per esportare all’estero il loro pingue gruzzolo frutto di ruberie, di tangenti e di evasioni fiscali, mentre l’Italia, da Vicenza-Dalmolin al Val di Susa- NOTAV, era già stata militarizzata per difendere interessi vergognosi in uno Stato di diritto come schiavitù di sedrvitù militari USA o come complici della spartizione delle risorse stanziate per la costruzione di una ferrovia che è del tutto inutile e sovradimensionata per l’Italia e per la Val Susa e distruttiva per l’ambiente e per l’economia di quella ridente vallata.

     Ai cittadini che protestavano con in testa i Sindaci dei paesi coinvolti, si rispondeva, come al solito, con la violente cariche della polizia anche quando le loro proteste erano del tutto pacifiche.

     La caduta del governo Berlusconi e l’arrivo del nuovo successivo era stata salutata con un inno di gioia un po’  perchè la stragrande maggioranza aveva pensato che peggio di quello appena dimessosi il governo Monti non avrebbe mai potuto essere, un po’ perchè nessuno che non fosse dell’ambiente li conosceva e, soprattutto, perchè sia dal Quirinale che dai partiti ex opposizione, venivano presentati come “tecnici” di impareggiabile alto profilo, dei veri salvatori della Patria.

     Chi scrive, però, non abboccò all’amo e, prima di pronunciarsi, scrisse che voleva prima leggere il programma che tardava ad arrivare e, quando il neo presidenre del Consiglio, prof. Mario Monti, quel programma presentò ma solo come i titoli di capitoli vuoti, anche se abbondavano promesse di assoluta “EQUITA?”, capì immediatamente e lo scrisse ancora, incalzandolo, con una serie di post, che possono ancora essere letti se qualcuno ha scarsa memoria, nei quali venivano accentuate le critiche, le più dure, man mano che i provvedimenti e le fregature per i cittadini più poveri, per i lavoratori a reddito fisso e per i pensionati, si rendevano sempre più evidenti.

     Ci trovavamo non solo di fronte ad un gruppo della più ferrea ortodossia neoliberiata ma anche a ministri che non avevano ricevuto alcun mandatio popolare e in odore e linguaggio inaccettabile, autoritario, di marca fascista, con l’arroganza della Fornero la quale, mentre è in atto una trattativa con le parti sociali, in effetti solo con i sindacati, perchè la Marcegaglia era già pappa e ciccia con la Fornero, non ha trovato di meglio che affermare che anche senza l’accordo sull’art.18, “””IL GOVERNO ANDRA’ AVANTI””” e con il presidente Monti che si cala le braghe con i tassisti, i farmacisti, gli avvocati, i notai ecc. Irriducibilmente forte con i “proletari”, di pasta frolla con chi già gode di privilegi ed appartiene alla sua stasse casta sociale”

     E con la militarizzazione del territorio cosa ha deciso di fare il governo Monti? NULLA, proprio nulla. Anche a lor signori, evidentemente, piace avere una polizia in permanente assetto di guerra che occupa la Val di Susa. Il tasso di democrazia del nuovo governo è decisamente molto basso,rasoterra!

     L’unica cosa che ci ha rivelato è stata che l’attuale Capo della Polizia, Antonio Manganelli, NOMEN OMEN!, guadagna circa  60 mila euro al mese, il doppio del Capo di Scotland Yard e più del Presidente degli Stati Uniti che, poverello, non arriva nemmeno a 300mila euro all’anno!

     Per il resto, nonostante la marcia pacifica e democratica ed allegra dei NO-TAV di ieri,

oggi la polizia ha fatto una sortita per allargare il perimetro della zona militarizzata, includendovi anche la baita all’interno della quale c’erano cittadini del presidio NO-TAV, provocando, sia pure indirettamente io spero, un grave incidente a danno di Luca Abbà, 37 anni, uno dei leader storici del movimento NO-TAV della Val di Susa che, per evitare l’allargamento ingiustificato di un inesistente “cantiere”, che prelude agli espropri forzosi dei terreni, in violazione dell’art. 2 del Testo Unico di P.S. che prescrive questa procedura solo in casi di estrema urgenza che qui non esiste e, quindi, costituisce” una vera e propria emergenza democratica”, è salito su un traliccio dell’alta tensione

da dove si è collegato, via telefono, con una radio locale affermando testualmente: “””MI SONO ARRAMPICATO SUL TRALICCIO DOPO ESSERE SFUGGITO AI CONTROLLI. LA SITUAZIONE E’ TRANQUILLA E NON VEDO VIOLENZE. SONO RIUSCITO A SVICOLARE. MI GUARDAVANO ATTONITI. GLIEL’HO FATTA SOTTO IL NASO UN’ALTRA VOLTA. SONO A DIECI METRI DI ALTEZZA. Poi improvvisamente ha urlato ai poliziotti SONO PRONTO AD APPENDERMI AI FILI DELLA CORRENTE SE NON LA SMETTETE. Poi all’interlocutore della radio, ADESSO STACCO PERCHE’ STA SALENDO UN ROCCIATORE E DEVO ATTREZZARMI PER DIFENDERMI”””-

     Queste sono state le ultime parole pronuciate  in radio da Luca Abbà prima di precipitare mentre il suo interlocutore gli raccomandava “””CIAO FABIO, NON TI FARE MALE!”””.

     Fatto è, come è stato poi appurato, che i rocciatori della polizia, i quali dicono di avere invitato Fabio a scendere, in effetti salivano per prelevarlo costringendolo, per non farsi raggiungere, a salire oltre il limite di sicurezza                                                                                                                          e che è precipitato da circa 15 metri d’altezza dopo avere toccato i cavi dell’alta tensione.  Ora è ricoverato in ospedale in coma farmacologica!                                                                                                                                   

     A Monti, al suo ministro degli interni ed al Capo della Polizia chiedo se  sia questa l’Italia che ci stanno ancora regalando, quella dei rocciatori che inseguono un cittadino su un traliccio dell’alta tensione  quantunque li invitasse a desistere minacciando, altrimenti, di appendersi ai cavi dell’alta tensione. Chiederei anche per loro cosa siano i cittadini, se hanno ancora diritti e dignità!                       

     Personalmente, spero che Luca Abbà si salvi ma, nel contempo, chiedo al Procuratore della Repubblica di Torino, al quale abbiamo espresso ampia solidarietà per gli ingiustificati attacchi ricevuti, se voglia aprire una vera e seria inchiesta della quale occuparsene personalmente per far comprendere ai cittadini se l’Italia è ancora una Repubblica democratica e se i corpi di polizia siano al servizio dei cittadini o delle lobby come  il governo in carica! 

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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3 risposte a DAI GOVERNI BERLUSCONI A QUELLO MONTI: DALL’AGONIA ALLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA.

  1. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Ciao Osvaldo ti auguro un sereno marzo con tanta gioia con il tuo Spillo… ti abbraccio Rebecca

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  2. Donatella ha detto:

    La vicenda di Abbà mi ha riempito d’amarezza, ennesima conferma di una Italia in cui non mi riconosco.
    Buon pomeriggio e un abbraccio

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  3. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Buongiorno caro Osvaldo.. ti abbraccio e ti auguro una giornata positiva.. in amcizia Rebecca

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