TAV: “DER PROFESSOR ADOLF MONTI, FUHRER” DIXIT!


     

     Il  prof. Mario Monti, un poveraccio costretto, suo malgrado, a vivere miseramente con un reddito mensile di soli 72 mila euro rispetto ai ricchi epuloni che gozzovigliano con le strabilianti pensioni da 14 mila euro lorde che sono state anche adeguate parzialmente al costo della vita, al termine della riunione sul TAV, si è presentato alla stampa a petto in fuori e col tono solenne di chi vedesse sfilargli davanti le truppe più fedeli, le sue amate SS,   per affermare che “Il governo conferma il suo impegno per la realizzazione della linea ad Alta Velocità e non tollererà le illegalità e la violenza”, dimenticando che, sino ad oggi sono stati gli abitanti della Val di Susa a subire sia le illegalità con l’occupazione dei terreni occupati senza il preventivo esproprio o già espropriati ma sui quali pende ricorso di merito davanti alla Magistratura e sia la violenza da parte delle cosiddette forze dell’ordine che, per farsi aprire la porta di un locale pubblico nel quale si trovano cittadini con diritti protetti dalla Costituzione, non trovano di meglio che spaccare vetri e porta d’ingresso per guadagnare tempo  oppure rincorrono un pericoloso delinquente che imbraccia una bandiera bianca con su scritto NO-TAV su per un traliccio dell’alta tensione costringendolo a salire ben oltre la linea di sicurezza per non farsi prendere e lo fanno precipitare da 15 metri d’altezza perchè inavvertitamente ha toccato i cavi dell’alta tensione. Eppure il questore di Torino afferma che a Luca era stato detto ripetutamente di scendere. Usando un sistema di sicurezza, evidentemente, ben oliato!                                                                                                             

     Per giustificare tale sue presa di posizione muscolare, il nostro capo del governo a, quale il  mandato di governare non deriva dal popolo ma solo dal sostegno di tre partiti squalificati uno dei quali era al governo appena dimessosi e gli altri due che facevano finta di fare l’opposizione, ha elencato una serie di motivazioni una più ridicola e falsa dell’altra come che il TAV è sostenibile dal punto di vista ambientale, che i benefici economici sono rilevanti (per chi?) che si dimezzano i tempi di percorrenza (ma dovrebbe sapere che nella tratta Lione-Torino si guadagnerebbero solo 17 minuti), si genera lavoro e occupazione sul territorio, la panzana più enorme!

     Premesso che la Lione-Torino non è una linea ferroviaria ad Alta Velocità e che, almeno questo, il presidente del Consiglio dovrebbe saperlo, a queste enormi balle raccontate dal  Fuhrer, sembra di sentire ancora parlare Berlusconi mentre presenta il suo famoso “Patto con gli Italiani”, coglionandoli, è facile contrapporgli quale risulta sia la verità su quali interessi difenda Monti difendendo il presunto TAV, attraverso l’inchiesta di Ferruccio Sansa, inviato a Chiomonte, pubblicata giovedì 1° marzo su “il Fatto Quotidiano”,, con il titolo Appalti miliardari: a chi fa gola la Torino-Lione  in cui si afferma: “””(…) La Lione-Torino è un affare di miliardi su cui puntano molti occhi. (…) Siamo in Val di Susa, territorio ad alta penetrazione della ‘ndrangheta (Bardonecchia fu il primo comune del Nord sciolto per mafia). L’aperitivo era stato servito nel 2005 quando la procura di Torino indagò l’allora viceministro alle infrastrutture, Ugo Martinat, numero due di Pietro Lunardi (sponsor dell’opera) [colui che aveva teorizzato che occorreva imparare a convivere con la mafia! n.d.r.]. L’accusa turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Oggetto: gli appalti, tra l’altro, per la Galleria di Venaus (opera preliminare della Torino-Lione).

     Emersero consulenze a imprese vicine a personaggi di governo, contatti con i politici e imprenditori di primo piano: il processo di primo grado si è concluso con 8 condanne tra cui Giuseppe Cerutti, presidente della Sitaf, la società autostrada del Frejus, e Paolo Comastri, direttore generale di Ltf (Lyon Turin Ferroviare), la società madre della TAV.  Martinat e l’imprenditore Marcellini Gavio nel frattempo sono morti.

     Il boccone grosso degli appalti è ancora nel piatto (…) il tunnel di 57 chilometri tra Francia e Italia. Fonti Ltf raccontano: nel 2012 sarà ultimato il progetto, nel 2013 toccherà alle procedure autorizzative e nel 2014 ci sarà la gara. I lavori partiranno entro il 2014. Valore 8,5 miliardi per lipotesi minimalista, fino a 20 miliardi in caso di completamento dell’opera.

     I giochi sono ancora da fare ma i grandi costruttori stanno già elaborando le loro strategie. (…) La prima fetta, però, è aggiudicata. Sono 93 milioni per la galleria esplorativa. L’opera sarà realizzata da Cmc, la Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, un colosso del settore, (…)  un fiore all0cchiello del mondo cooperativo dei costruttori una volta detti “rossi”.

    Cmc è finita nel mirino dei No Tav che avanzano domande maliziose. Le cooperative per tradizione sono vicine a una parte politica, forse anche per questo il centrosinistra sponsorizza il Tav?

     L’appalto da 93 milioni ha dato vita a numerosi subappalti, ambìti dalle società della valle. Una in particolare, la Italcostruzioni, che si occupa della recinzione dei cantieri odiate dai manifestanti.(…). “””

     La presa di posizione del Governo, ha suscitato la reazione del leader dei No Tav, Alberto Perino

                                                                                                          

 che avverte Monti: “HA DETTO UN SACCO DI COSE ROBOANTI E HA MOSTRATO I MUSC OLI. GLI VOGLIAMO BENE MA EVITI LE PROVE DI FORZA CON NOI, NON SERVONO E SI SPRECANO SOLDI”.

     Alberto Perino è stato intervistato per Byo Blu  (www.byoblu.com/) e tra le cose ne ha detto una molto forte: “La Tav serve a riempire le casse vuote dei partiti in vista delle elezioni”.

     Ferdinando Imposimato, nel libro “Corruzione ad alta velocità”, mostra come  nella costruzione della tratta Roma-Napoli il 90% dei quattrini sono andati a finire alla mafia ed ai partiti e solo il 10% a chi ha effettivamente costruito l’opera.

     Anche Luca Mercalli, il meteorologo più famoso d’Italia, abita in Val di Susa ed ha qualche cosa importante  da dire sul cosidetto TAV:  “””NON SERVE. MEGLIO UNA DECRESCITA INTELLIGENTE. La mia, più che una decrescita felice, è una decrescita intelligente. Basta, basta. Bisogna chiuderle le grandi opere, sono piramidi faraoniche che non servono a nessuno: il territorio è saturo, bisogna accettarne i limiti. Al posto di tanti soldi concentrati in poche mani, sarebbero meglio tanti soldi diffusi, investimenti pubblici su iniziative più piccole, come le ristrutturazioni, la pulizia dei torrenti, la cura degli argini. Tutte attività che impiegano le persone e muovono l’economia preservando il suolo. Se lo Stato decidesse di investire in politiche ambientali, al posto di annunciarle e basta, metterebbe in moto un circuito virtuoso che andrebbe dai produttori agli installatori, dai consulenti agli idraulici, agli elettricisti: si diminuirebbero le bollette, si sistemerebbe il bilancio ecologico e si darebbe un giro all’economia”””.                                                                                                                            

     Intanto la protesta si allarga a tutta Italia dal Piemonte a tutto il resto del Paese e monta, allargandosi, anche nella rete dove il Governo non incontra molti favori; la sua arroganza indispone e fa irritare. Non è accettabile che i componenti di questo governi con tutti i propri privilegi e le proprie ricchezze voglia imporre la sua volontà su argomenti di cui non sa assolutamente nulla se non per sentito dire da chi ci ha già mangiato in precedenza.

     Ed i presidi e le manifestazioni si vedono a Roma, a Venezia, a Napoli, a Firenze, a Pisa, a Bologna, a Palermo, ad Ancona ed altrove.

     Per fortuna, il fatto del giorno è la consolante notizia che Luca Abbà sta meglio, non è più in pericolo di vita anche se la sua ripresa sarà piuttosto lunga.

     A Monti, se me lo consente, un solo consiglio: si dia una calmata e rilassi i muscoli. La smetta di essere arrogante insieme al suo ministro Passera al quale non abbiamo ancora perdonato le schifezze che ha fatto con Alitalia. Alche il ministro degli interni non segua i metodi del suo predecessore leghista, non minacci i cittadini e non aizzi i poliziotti. Non provocate il popolo “affamato” !

 La Val di Susa ed i suoi abitanti potrebbero essere, altrimenti, un pasto molto indigesto.

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                                                              A G G I O R N A M E N T O (04-03-2012)

Fonte “il manifesto”.- 03-03-2012

A P P E L L O: La responsabilità della politica – Primi firmatari Luigi Ciotti e Livio Pepino.

“””Dopo mesi in cui la politica ha omesso il confronto e il dialogo necessari con la popolazione della Valle, la situazione di tensione in Val Susa ha raggiunto il livello di guardia, con una contrapposizione che sta provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nell’economia dell’intera valle. Ad esserene coinvolti in diversa misura, tutti coloro che stanno sul territorio: manifestanti e attivisti, forze dell’ordine, popolazione. I problemi posti dal progetto di costruzione della linea ferroviaria ad ALTA CAPACITA’ Torino-Lione non si risolvono con lanci di pietre e con comportamenti violenti. Da queste forme di violenza occorre prendere le distanze senza ambiguità. Ma non ci si può fermare qui. Non basta deprecare la violenza se non si fa nulla per evitarla o, addirittura, si eccitano gli animi con comportamenti irresponsabili (come gli insulti rivolti a chi compie gesti dimostrativi non violenti) o riducendo la protesta della valle -di tante donne e tanti uomini, giovani e vecchi del tutto estranei ad ogni forma di violenza- a questione di ordine pubblico da delegare alle forze dell’ordine. La contrapposizione e il conflitto possono essere superati solo da una politica intelligente, lungimirante e coraggiosa. La costruzione della linea ferroviaria (e delle opere ad essa funzionali) è una questione non solo locale e riguarda il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratrica ai processi decisionali. PER QUESTO E’ NECESSARIO RIAPRIRE QUEL DIALOGO CHE GLI AMMINISTRATORI LOCALI CONTINUANO VANAMEDNTE A CHIEDERE. OGGI E’ ANCORA POSSIBILE. DOMANI FORSE NO. Per questo rivolgiamo un invito pressante alla politica ed alle autorità di governo ad avere responsabilità e coraggio. SI COMINCI COL RICEVERE GLI AMMINISTRATORI LOCALI e con l’ascoltare le loro ragioni senza riserve mentali. IL DIALOGO NON PUO’ ESSERE SEMPLICE APPARENZA E NON PUO’ TRINCERARSI DIETRO DECISIONI INDISCUTIBILI che, altrimenti, non è dialogo. La decisione di costruire la linea ad alta capacità è stata presa oltre vent’anni fa: In questo periodo tutto è cambiato: sul piano delle conoscenze dei danni ambientali, nella situazione economica, nelle politiche dei trasporti, nelle prospettive dello sviluppo. I lavori per il tunnel preparatorio non sono ancora iniziati, come dice la stessa società costruttrice. E NON E’ VERO CHE A LIVELLO SOVRANAZIONALE E’ GIA’ TUTTO DECISO E CHE L’OPERA E’ ORMAI INEVITABILE. L’Unione europea ha riaperto la questione dei fondi, dei progetti e delle priorità rispetto alle Reti transeuropee ed è impegnata in un processo legislativo che finirà solo fra un anno e mezzo. Lo stesso accordo intergovernativo fra la Francia e l’Italia sarà ratificato sol quando sarà conosciuto l’intervento finanziario della UE, quindi fra parecchi mesi. E anche i lavori sulla tratta francese NON SONO INIZIATI NE’ PROSSIMI. Dunque aprire un tavolo di CONFRONTO REALE su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative non provocherebbe alcun ritardo nè alcuna marcia indietro pregiudiziale. Sarebbe, al contrario, un atto di responsabilità e di intelligenza politica. Un tavolo pubblico, con la partecipazione di esperti nazionali ed internazionali, da convocare nello spazio di un mese, è nell’interesse di tutti. Percvhè tutti abbiamo bisogno di capire per decidere di conseguenza, confermando o modificando la scelta effettuata in condizioni del tutto diverse da quelle attuali. Un governo di “tecnici” non può aver paura dello studio, dell’approfondimento, della scienza. Numerose scelte precedenti sono state accantonate (da quelle relative al ponte sullo stretto a quelle concernenti la candidatura italiana per le Olimpiadi). Noi oggi chiediamo molto meno. Chiediamo di approfondire i problemi ascoltando i molti “tecnici” che da tempo stanno studiando il problema, di non deludere tanta parte del Paese, di dimostrare con i fatti che l’interesse pubblico viene prima di quello dei poteri forti. LO CHIEDIAMO CON FORZA E CON URGENZA, PRIMA CHE LA SITUAZIONE PRECIPITI ULTERIORMENTE. Firmato Don Luigi Ciotti (Presidente Gruppo Abele e Libera), Livio Pepino (giurista, già componente CCSM ed altri 20 tra cui Norma Rangeri ed il Collettivo del manifesto“””.                                                                                                                                                                             

     Da questo documento emerge chiaramente che la risposta irritata che è pervenuta da Monti e dal suo governo si basa solo su bugie e complicità con i ladri, i politici,gli industriali e i mafiosi i quali, sino ad oggi, hanno intascato il 90% di tutte le spese effettuate per lavori pubblici. 

         Questo governo, in continuità col precedente, parla la stessa lingua ed usa gli stessi metodi di Berlusconi! Solo il  Pd di Bersani-Veltroni-D’Alema e del “pupo” sindaco di Firenze non l’ha capito e continua nei propri errori. Avrà forse l’obiettivo di sparire alle prossime elezioni?                                                                                                                                                                     

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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4 risposte a TAV: “DER PROFESSOR ADOLF MONTI, FUHRER” DIXIT!

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  2. studentslaw ha detto:

    Reblogged this on Su Seddoresu.

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  3. zebachetti ha detto:

    dimenticavo sono felice che le condizioni di Luca siano Migliorate.

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  4. zebachetti ha detto:

    E si caro Osvaldo, è triste leggere queste notizie, sappiamo bene lo sanno anche i nostri governanti trattasi essere pure verità. Rimango sconsolato ogni volta che scavo a fondo sulle notizie di opere pubbliche sono solo e sempre in mano ai quattro noti, arricchendo organizzazioni criminali e partiti e qualche singolo politico. Hai concluso bene Osv non aizzate il popolo che ancora non l’ho è ma si stà affamando,allora lì diventa pericoloso, devo dire anche che di queste vicende siamo un pò tutti responzabili perchè chi in un modo chi in un altro ci siamo fatti gli affari nostri carpendo briciole,così contribuendo che questo sistema di vivere e governare fosse l’ unico modo per andare avanti. Buonanotte Osv.

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