JAWOHL, MEIN FUHRER!


     Aveva incominciato col ripetere ad ogni pie’ sospinto:

Napolitano sua dichiarazione contro il suo bis

     Non solo gli avevamo creduto ma avevamo anche auspicato che a nessuno venisse in mente di sparigliare le carte.

     Invece, non si sa per quale sortilegio è successo che, suo malgrado dice,

           NAPOLITANObis-580x474

e ieri, all’ora di pranzo, abbiamo sentito l’effetto che ha fatto e che farà.

     In merito, su “il Fatto Quotidiano” di oggi ci sono due corposi articoli, quello di fondo del direttore Antonio Padellaro “””UN COLLE SOLO AL COMANDO”””  e l’intervista dell’ottima Silvia Truzzi ad Andrea Camilleri dall’eloquente titolo “””NAPOLITANO, IL BIS E LA COSTITUZIONE MANDATA IN VACCA“”” nel quale lo scrittore afferma tra l’altro. “””DAL COLLE INVASIONE DI CAMPO NON DA REPUBBLICA PARLAMENTARE. Berlusconi, Marchionne, fino a Riva: siamo un Paese nelle mani dei ricattatori”””.

     Bastano queste poche parole  riassuntive per comprendere, senza ombra di dubbio, quale sia non solo il giudizio ma anche e soprattutto l’umore di Camilleri sulla situazione politico-istituzionale italiana e che, per certi versi, da subito ho cercato di indicare anch’io in questo blog.

     L’articolo di fondo del direttore del Fatto, Antonio Padellaro, nella sua sintetica e chiara acutezza perderebbe di efficacia se si tentasse di riassumerlo.

     Con il diritto e la responsabilità, quindi, del lettore quotidiano, sin dal primo numero, mi permetto di riportarlo integralmente ringraziando Padellaro che, inconsapevolmente, mi ha suggerito il titolo per questo post.

“””UN COLLE SOLO AL COMANDO di Antonio Padellaro.

Ieri, all’ora di pranzo, sui teleschermi degli italiani è apparso sua maestà Giorgio Napolitano. In occasione del 2 giugno, festa della Repubblica, con tono perentorio ha letto, anzi dettato, le disposizioni ai partiti. Sulla legge elettorale, sulle misure contro la crisi. E ha oerfino impartito ordini sull’orizzonte temporale dell’attuale governo: entro il 2 giugno dell’anno prossimo l’Italia dovrà darsi “una nuona prospettiva politica”. E così sia (“Vigilerò”). Sembrava persino ringiovanito, molto diverso da quel Napolitano sofferente che camminando quasi si approggiava ai suoi collaboratori. Ma questo avveniva prima della rielezione, che deve avere agito sulle giunture presidenziali come un unguento miracoloso. Spero di non rischiare il vilipendio se dico 8con vera ammirazione9 che ci ha messo nel sacco tutti quanti. A cominciare da chi scrive, convintissimo che ai reiterati e sdegnosi rifiuti di ricandidarsi egli avrebbe tenuto fede da uomo di parola, poffarbacco. Eravamo tutti così sicuri che la sua ultima ora al Quirinale fosse scoccata che alla presentazione del libro “L’ultimo comunista”, con l’autore Pasquale Chessa e Filippo Ceccarellio, ci divertimmo  a rivangare le fulminanti smentite del Colle: il Napolitano poeta, autore – con lo pseudonimo di Tommaso Pignatelli – di ispiratissime liriche in dialetto napoletano.

Non sapevamo che nel frattempo il partito della conservazione stava andando a dama attraverso una serie di mosse, ancora tutte da ricostruire. Infatti, due giorni dopo,  i sorrisetti si spensero insieme alle speranze di Bersani, di Marini, di Prodi e dei tanti che avevano fatto i conti senza l’oste. Da allora nell’osteria non si sente più volare una mosca. Letta a Palazzo Chigi lo ha imposto lui. Berlusconi non fiata, ossessionato com’è dalle sentenze. Il Pde sembra un collegio di orfanelli. Mentre la speranza sollevata da Grillo rischia d’impantanarsi nell’irrilevanza e nel risentimento. Tutti i giornali (meno uno) sono sull’attenti e non si muove foglia, a cominciare dalla nomina del nuovo capo della Polizia. Nell’intervista a Sikvia Truzzi, Andrea Camilleri parla di “Costituzione mandata in vacca” dopo il Napolitano bis. Ma c’è qualcosa di peggio: un Paese immobile, paralizzato dalla paura di cambiare, che cerca le poche certezze in un passato che non passa mai.“””.

     Sì, caro Padellaro. C’è qualcosa di peggio, di più grave: un presidente di una Repubblica parlamentare che parla e ordina, detta l’agenda al Governo ed al PARLAMENTO, come se fosse, forse molto di più, il presidente di una Repubblica presidenziale e ciò possa avvenire nel silenzio generale della politica e della stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione di massa accodati pecorescamente.

     Ma oggi, per fortuna,  l’Italia che rispetta la Costituzione era presente non solo a Roma alla parata militare o nei giardini del Quirinale. Era presente anche a Bologna, in piazza S.Stefano, convocata su iniziativa di LIBERTA’ E GIUSTIZIA”, di   cittadini ed associazioni per la difesa della Costituzione   con lo slogan:

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     Sul palco erano presenti: GUSTAVO ZAGREBELSKY; STEFANO RODOTA’; SALVATORE SETTIS – SANDRA BONSANTI – NANDO DALLA CHIESA – MAURIZIO LANDINI – CARLO SMURAGLIA – SUSANNA CAMUSSO – LORENZA CARLASSARE e molti altri per ricordare ai “quacquaraquà” dell’inciucio che l’art. 138 della Costituzione indica una sola procedura di “REVISIONE” che non è certamente nè la “Convenzione” inventata dai sedicenti “saggi” di nomina Napoletano nè, tanto meno, da un “comitato dei 75” inventato da chi questa Costituzione ha violentato e calpestato invece di rispettarla e difenderla. Un colpo di Stato strisciante che vorrebe introdurre surrettiziamente in Italia il “presidenzialismo” tanto  caro alla destra fascista e berlusconiana alla quale sembra si stia accodando il più giovane LETTA, nipote di tanto zio.

                                            M A,  RICORDATELO, LA COSTITUZIONE

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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2 risposte a JAWOHL, MEIN FUHRER!

  1. annapos ha detto:

    Jak velice, je si politika všude podobná? Je to neuvěřitelné. i u nás je podobný Blog: http://vlkovobloguje.wordpress.com/2013/06/05/pracujici-chudoba/

    Zdravím, drahý Osvaldo.

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