UN PAESE ALLO SBANDO IN CRISI DI DEMOCRAZIA E DI AUTENTICA LIBERTA’!


    Ieri, pochi minuti dopo la pronuncia della sentenza in Corte d’Assise sull’uccisione di Stefano Cucchi, ho scritto il post “””QUALE GIUSTIZIA PER STEFANO CUCCHI MORTO DI CARCERE?””” con il quale rimandavo ad oggi la cronaca sia sull’iter che ha portato a questa sentenza, sia sulla democrazia nel Paese Italia in tempi di fascismo e di fascisti, sia sulle manganellate in testa al sindaco di Terni che manifestava in piazza insieme agli operai che temono di perdere il posto di lavoro, sia, infine, sulla manomissione dell’art.138 della nostra Costituzione attraverso l’invenzione di nuove modalità-scorciatoia della sua eventuale revisione affidando l’incarico di farlo a presunti “saggi” e ad una “commissione” inventata ma adatta allo scopo che si prefiggono coloro chi questa Costituzione vogliono spacchettare a loro piacimento.

     Stefano Cucchi ERA COSI’:

StefanoCucchi-era così

       LO HANNO RIDOTTO COSI’:

Stefano Cucchi-lo hanno ridotto così

       VAURO OGGI SU “il FATTO QUOTIDIANO” LO ILLUSTRA COSI’;

stefano-cucchi-vauro-e-gesù (1)                                     

     La vicenda di Stefano Cucchi ebbe inizio la sera del 15 ottobre 2009 quando fu tratto in arresto per il modesto possesso di hashish e cocaina e si concluse con la sua morte alle 3 di notte del 22 dello stesso mese.

     In questo lasso di tempo dicono gli avvocati difensori nelle 244 pagine della loro memoria difensiva consegnata alla Corte le stesse omissioni, le stesse incongruenze, la stessa indolenza, gli stessi errori, le stesse sviste che avevano caratterizzato altre morti di cittadini affidati ad uomini dello Stato in divisa.

     Fu a conclusione di quel lasso così breve di tempo che la vita di Stefano si spense in una cella chiusa dell’Ospedale Sandro Pertini: CATETERE INTASATO, VESCICA PIEGATA CON UN LITRO E MEZZO DI LIQUIDO, LESIONI ADDOMINALI, FRATTURA DI DUE VERTEBRE.                                

     Ieri il processo nel quale si sono confrontati le vittime, Stefano e la sua Famiglia, e gli accusati tra i quali i tre agenti della penitenziaria accusati di avergli spaccato la schiena a calci, il 16 ottobre di quasi 4 anni fa mentre erano in attesa della convalida dell’arresto nei sotterranei di Piazzale Clodio, i medici che lo lasciarono agonizzare senza intervenire nella cella del Pertini, ed altri.

    Avrebbe dovuto essere in quell’aula di Corte d’Assise anche Samura Yaya, un cittadino del Mali, uno straniero che vide, disse, il pestaggio e, come era successo per il caso Androvandi, aveva deciso di raccontarlo.

     Ma quel testimone, importante ai fini del processo e per l’accertamento della verità, non è presente. Sparito, nessuno sa più dove sia!

     La sentenza l’abbiamo già ascoltata ieri sera e l’abbiamo letto stamani sui giornali: i 3 agenti penitenziari assolti per insufficienza di prove, i 3 infermieri assolti con formula piena, 5 dei 6 medici condannati per omicidio colposo di Stefano Cucchi: il primario Aldo Fierro a 2 anni, i medici Stefania Cordi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo a 1 anno e 4 mesi, Rosita Caponetti a otto mesi per falso ideologico.          

     Alla lettura della sentenza il pubblico che urlava “ASSASSINI” ,tenuto a stento dagli uomini della polizia, Ilaria l’indomita sorella di Stefano che piangeva, i genitori pietrificati dal nuovo dolore e l’avvocato difensore che preannunciava ricorso in appello.

             (Continua domani)

                                                                                                     

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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