8 SETTEMBRE 1943: DA 70 ANNI LE NOSTRE RADICI AFFONDANO NELLO STESSO UMUS, ALLORA COME ORA!


     L’8 settembre 1943, alle ore 20, dalla poche radio, anche a galena, gracchianti esistenti venne diffuso l’annuncio dell’armistizio.

        La gente, prevalentemente vecchi, donne e bambini, i giovani erano sui fronti di guerra, si riversò per le strade, suonarono le campane e le sirene che sino a quel momento avevano avvisato solo in caso di imminente bombardamento.

8 settembre 1943: dalla festa al dramma

     Tutti si abbracciavano festanti ed io, che ero un bambino, venivo sollevato da terra e sballottato dalle braccia dell’uno a quelle degli altri senza, ovviamente, capire cosa stesse succedendo.

      Capivo solo che tutti gridavano, continuando ad abbracciarsi, “LA GUERRA E’ FINITA!”.

          Era veramente così?

         Quello strano 8 settembre 1943 la guerra che doveva finire NON FINI’!

         Ancora una volta, come già era successo dalla cosiddetta “Unità d’Italia”, si verificarono quelle fratture a livello politico ed istituzionale che avevano già caratterizzato la nostra Nazione da Porta Pia a Caporetto a causa delle diverse anime del Paese insensibili al concetto di BENE COMUNE che erano e continuano ad affliggerci ancora dopo 70 anni da quella data.

     Badoglio, personalmente,8 settembre 1943: dalla festa al drammalesse alla radio il proclama

8 settembre 1943: dalla festa al drammanelle caserme gli ufficiali parlarono alle truppe, le compagnie si ritennero sciolte: fu l’illusione del TUTTI A CASA!

          Sarebbe stato troppo bello ma la realtà si manifestò subito in tutta la sua drammaticità.

           I FELLONI di allora, subito dopo l’annuncio dell’armistizio, che era stato diffuso registrato, senza preoccuparsi di null’altro fuggirono tutti da Roma: I VERTICI MILITARI, IL CAPO DEL GOVERNO BADOGLIO, IL RE (sciaboletta) VITTORIO EMANUELE III E SUO FIGLIO UMBERTO, trasferendosi prima a Pescara e poi verso Brindisi in una confusione tale che assomigliava pressappoco al clima che si respira in questi giorni nel Paese dove, dal Capo dello Stato, al Parlamento, al Governo, agli organi di stampa e di informazione, tutti parlano e si occupano solo ed esclusivamente del presente e, soprattutto, del futuro di un pregiudicato che per 20 anni ha ricattato l’Italia e che ha FRODATO IL FISCO facendo pagare ai cittadini onesti anche le tasse, le imposte che lui, a centinaia di milioni, forse di miliardi, evadeva attraverso i suoi collaudati marchingegni che gli permettevano di accumulare all’estero fondi neri con i quali potersi comprare in Italia GIUDICI, AVVOCATI, TESTIMONI, FINANZIERI, POLITICI, GIORNALISTI e PROTETTORI in odore di mafia.

        Anche allora nessuno aveva informato il popolo sulle condizioni di “Fine della guerra”: RESA SENZA CONDIZIONI che esponeva, come espose, le forze armate sui vari fronti dove ancora combattevano e, privi di ordini, non seppero cosa fare e ben 600mila soldati italiani vennero catturati dall’esercito tedesco e destinati ai LAGHER con la qualifica di IMI (internati militari italiani) immediatamente.

          Quelli che riuscirono, abbandonarono le armi e scapparono per tornare a casa in abiti civili racimolati qua e là.

          Le ritorsioni da parte degli ex alleati nazisti che avevano appreso la notizia dal messaggio radio intercettato di Eisenhower, furono immediate con “L’OPERAZIONE ACHSE (asse), ovvero OCCUPAZIONE MILITARE BDIN TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO ED AFFONDAMENTO, il 9 settembre, della Corazzata Roma alla quale era stato dato l’ordine nella notte di fare rotta, con tutto il resto della flotta della Regia Marina, verso Malta in ottemperanza alle clausole dell’armistizio mentre nelle stesse ore una parte delle nostre forze armate, fedeli al re Vittorio Emanuele III, come la Divisione Acqui, sull’isola di Cefalonia fu totalmente annientata.

     Una piccola parte di militari, sul territorio nazionale, si diede alla macchia dando vita ai primi nuclei di formazioni partigiane come la Brigata Majella.

         Altri reparti, soprattutto al Nord, come la X^ Flottiglia MAS e la MVSN decisero di rimanere fedeli ai nazisti, vecchi alleati, ed al Fascismo nonostante già, a luglio precedente, Mussolini fosse stato sconfessato dal voto del Gran Consiglio.

          La cosa più odiosa fu che nonostante il proclama di Badoglio, gli alleati (Anglo-americani) ostacolarono una massiccia ed immediata scarcerazione dei prigionieri di guerra italiani.

          Indro Montanelli, ricordando con dolore le vicende di quei giorni, scrisse sul Corriere della Sera del 17 novembre del 2000  “””QUELLO CHE IO, CON LA MIA FLEBILE VOCE, HO SEMPRE CONTESTATO E CONTINUO A TROVARE VERGOGNOSO, FU IL NOSTRO MODO DI ARRENDERCI. NOI ERAVAMO UN PAESE VINTO, CHE NON SI BATTEVA PIU’ NEMMENO PER DIFENDERE IL PROPRIO SUOLO. GLI ANGLO-AMERICANI AVEVANO PREPARATO LO SBARCO IN SICILIA COME UN ASSAGGIO O PROVA GENERALE DI QUELLO CHE SI APPRESTAVANO A FARE IN NORMANDIA. E AD ACCOGLIERLI TROVARONO INVECE DELLA GENTE CHE GLI BATTEVA LE MANI E GLI CHIEDEVA SCATOLAME, CIOCCOLATA E SIGARETTE. COS’ALTRO POTEVA FARE, SE NON ARRENDERSI, IL GOVERNO DI UN POPOLO CHE SI ERA GIA’ ARRESO?

SOLO CHE LA RESA POTEVAMO FARLA IN DUE MODI: ALLE SPALLE ED ALL’INSAPUTA DELL’ALLEATO, OPPURE AVVERTENDOLO CHE LO AVREMMO FATTO PERCHE’ NON AVEVAMO ALTERNATIVA.

SCEGLIENDO LA SECONDA STRADA, NOI NON AVREMMO SALVATO NULLA, COME NULLA SALVAMMO SCEGLIENDO LA PRIMA.

NULLA, MENO UNA PICCOLA COSA, A CUI NOI ITALIANI NON DIAMO MAI ALCUN PESO: L’ONORE.

QUELLO CHE CI DISONORO’ FU IL NOSTRO PASSAGGIO NEL CAMPO NEMICO ALLE SPALLE DELL’ALLEATO E QUELLO CHE CI RIDICOLIZZO’ FU LA NOSTRA PRETESA, ALLA FINE DELLA GUERRA, DI SEDERE AL TAVOLO DEI VINCITORI“””.

     E NON ERA NEMMENO LA PRIMA VOLTA CHE CIO’ SUCCEDEVA!

          Ecco, sono proprio in quei comportamenti di allora le origini dei comportamenti odierni delle nostre istituzioni ma anche di questo che non fu allora e non è nemmeno adesso, detto con dolore, un POPOLO!

          Esistono solo le referenze CASTALI. Vali solo se appartieni ad una delle tante CASTE non perchè appartieni all’inesistente, vituperato, sfruttato, deriso,ingannato, derubato, sbugiardato COMPLICE “Popolo Italiano”!

          Con buona pace dei membri della Commissione senatoriale composta dai nominati che si illudono domani  di poter decidere la decadenza di Berlusconi dal Senato. Non succederà domani e nemmeno nei prossimi giorni non solo per la sua iniziativa del ricorso presentato alla Corte internazionale ma soprattutto perchè “IN AMBIENTI DEL COLLE” si sottolinea che Napolitano conserva fiducia nelle dichiarazioni di Berlusconi.  BEATO LUI! Forse non ricorda quali guasti abbia prodotto al Paese negli ultimi 20 anni sicuramente; la corte di appello di Palermo dice addirittura negli ultimi 40 anni!!!                               

                                 

                             

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica. Contrassegna il permalink.

Una risposta a 8 SETTEMBRE 1943: DA 70 ANNI LE NOSTRE RADICI AFFONDANO NELLO STESSO UMUS, ALLORA COME ORA!

  1. cordialdo ha detto:

    L’ha ribloggato su profumo di donna.

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.