“LUPUS MUTAT PILUM, NON MENTEM!”


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     Avrete probabilmente riconosciuto il signore raffigurato in questa foto di repertorio non fosse altro perchè è spesso ospite di alcune trasmissioni televisive come Ballarò o altre della Rai ed, ultimamente, anche di “Servizio Pubblico” nelle quali si esibisce in modo spesso provocatorio nel contestare ciò che sostengono presunti avversari preconcetti delle sue tesi, spesso peregrine.

     Ebbene a questo signore si adatta molto bene l’antico motto latino del titolo (IL LUPO CAMBIA IL PELO, NON IL MODO DI PENSARE).

     Egli, Alessandro Sallusti, infatti, il 26 settembre 2012 fu condannato con sentenza in via definitiva dalla Cassazione a 14 mesi di reclusione senza condizionale per una vicenda risalente al 2007 quando “La Stampa” pubblicò la notizia di una ragazzina autorizzata ad abortire dal Tribunale dei minori di Torino  e “Libero” di cui allora Sallusti era direttore, pubblico un commento a firma Dreyfus in cui, testualmente, tra l’altro, si affermava “””SE CI FOSSE LA PENA DI MORTE E SE MAI FOSSE APPLICABILE IN UNA CIRCOSTANZA, QUESTA SAREBBE IL CASO. PER I GENITORI, IL GINECOLOGO, IL GIUDICE”””,

     Poichè la notizia così commentata era falsa, arrivò subito la querela da parte del magistrato Giuseppe Cocilovo e Sallusti finì in tribunale per “””Omesso controllo””” sino alla condanna della Cassazione a 14 mesi di carcere senza condizionale.

     Ma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvalendosi delle sue prerogative di cui all’art.87 della Costituzione, “””PUO’ CONCEDERE GRAZIA E COMMUTARE PENE”””, anche in presenza di parere contrario della Procura, ma con il consenso della ministro della Giustizia Severino, senza fornire nessuna giustificazione, di fatto, sovvertendo le decisioni, le sentenze dei giudici pronunciatisi in tre gradi di giudizio, concedeva a Sallusti la commutazione della pena da 14 mesi di carcere in una pena pecuniaria di 15.532 euro anche perchè, si sosteneva in una specie di motivazione “””… dopo la condanna l’ex direttore ha riconosciuto la falsità della notizia formalizzando con la rettifica anche le scuse”””.

     Era vero?

     Questa non necessaria, spuria motivazione, alla verifica dell’Ordine dei Giornalisti, Consiglio della Lombardia, non resse perchè venne provato che il giudice Cocilovo aveva presentato a “Libero” la richiesta di una formale rettifica sin dal giorno successivo alla pubblicazione dell’articolo incriminato senza che la richiesta venisse accolta quantunque “”” la Carta dei doveri del giornalista impone di rettificare con tempestività e appropriato rilievo, ANCHE IN ASSENZA DI SPECIFICA RICHIESTA, le informazioni che dopo la loro diffusione si siano rivelate inesatte o errate, soprattutto quando l’errore possa ledere o danneggiare singole persone, enti, associazioni o comunità”””.

     Il Consiglio della Lombardia dell’Ordine dei giornalisti, nella sua analisi, ci ha tenuto a sottolineare che quanto contestato ad Alessandro Sallusti NON ERA UN REATO DI OPINIONE come si sosteneva ma era, invece, UN FALSO DI NOTEVOLE GRAVITA’, come la Corte di Cassazione non aveva mancato di sottolineare.

     Per questi motivi, quel Consiglio, ravvisando la responsabilità di Sallusti per i fatti a lui contestati, ritenne di sospenderlo per tre mesi.

     Ma già dal 27 settembre 2012, iniziò a carico di Sallusti un nuovo processo per diffamazione nei confronti di un procuratore della Procura Militare di Padova, del quale non si hanno altre notizie, e, se ciò non bastasse, lo stesso Sallusti, attuale direttore del “Giornale”, è indagato per diffamazione nei confronti della famiglia di Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso durante gli scontri del G8 del 2001 a Genova, per aver dichiarato nell’ottobre dello stesso anno, nel corso della trasmissione Matrix: “””HANNO FATTO BENE! HANNO FATTO BENE!”””, riferendosi all’uccisione del manifestante rivolgendosi a Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.

     I Familiari del ragazzo ucciso da un carabiniere, insieme al Comitato Piazza Carlo Giuliani, avevano presentato querela contro Sallusti e nei giorni scorsi, mentre il Pm aveva chiesto l’archiviazione, alla quale la famiglia Giuliani si è opposta, ora dovrà essere il Gip a decidere se accogliere o meno la richiesta di archiviazione.

     In caso di nuova eventuale condanna  per Sallusti, c’e’ da chiedersi se dal Colle, visto la precedente, si cancellerà nuovamente il verdetto della Magistratura e si concederà una nuova commutazione della pena carceraria in una pena pecuniaria del valore di una bottiglia di buon vino!                                                                                                                                

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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2 risposte a “LUPUS MUTAT PILUM, NON MENTEM!”

  1. Mi piace leggerti perché imparo tantissimo della Italia. Grazie mille!!

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