LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL “PORCELLUM”.


>>>ANSA/L. ELETTORALE: CONSULTA BOCCIA PORCELLUM

 

 

     La sentenza della Corte è la n.1 dell’anno 2014 e porta le firme del presidente, Gaetano Silvestri, del redattore, Giuseppe Tesauro, del cancelliere, Gabriella Merlatti ed è stata depositata il 13 gennaio 2014.                    E composta da 16 pagine fittissime nelle quali i membri della Corte, in perfetto burocratese, si sono affannati non solo a spiegare ai cittadini italiani perchè quella mostruosità giuridica sia stata cancellata parzialmente ma anche perchè, inspiegabilmente, non siano stati cancellati anche i suoi effetti negativi più macroscopici.

         Cercherò di rendere più chiaro il mio pensiero ricorrendo ad un esempio con cui raffrontare la sentenza di cui si tratta.

   Ipotizziamo che una ditta farmaceutica, seguendo tutte le norme prescritte, produca un nuovo farmaco e che, per errore o dolo del proprio laqboratorio, il farmaco, appena messo in commercio, assunto da un ignaro paziente al quale sia stato prescritto dal proprio medico, ne causa la morte.

     Cosa succederebbe? Verrebbe immediatamente informato il Magistrato di turno il quale, in via cautelare, sequestrerebbe il farmaco su tutto il territorio nazionale, ordinerebbe il fermo della sua produzione, sigillerebbe il laboratorio ed attiverebbe tutte le procedure del caso perchè un Pm incaricato individuasse perchè un farmaco, prodotto per guarire, sia stato, invece, causa della morte di un paziente.

     Una volta accertato il perchè nei tempi tecnici previsti, attraverso un processo, le eventuali responsabilità e dopo che la sentenza fosse passata in giudicato, il giudice di merito ordinerebbe la distruzione di tutto il lotto del farmaco mortale prodotto.

     L’iter seguito sarebbe una prassi facilmente comprensibile a tutti anche a coloro che non hanno dimestichezza nè col diritto e tanto meno con la chimica farmaceutica.

     Nel caso della legge elettorale “porcellum”, approvata in quel testo dalla maggioranza vigente in quel momento in Parlamento, il ricorso alla Consulta fu trasmesso dalla Corte di Cassazione ed acquisito il 17 marzo 2013 dopo che era stato respinto in primo e secondo grado il ricorso presentato da un cittadino otto anni prima.

     Eppure, mentre nell’esempio con cui si raffronta la metodologia c’era stato solo, si fa per dire, un morto. Nel caso della legge elettorale ERA STATA PALESEMENTE E VOLONTARIAMENTE UCCISA LA DEMOCRAZIA DA PARTE DI UNA MAGGIORANZA POLITICA CHE, DOLOSAMENTE, ERA ANDATA ALLA RICERCA DI UN METODO PER NEUTRALIZZARE GLI AVVERSARI POLITICI ALLE SUCCESSIVE ELEZIONI E CIO’ ERA STATO  FATTO TALMENTE  DOLOSAMENTE CHE IL RESPONSABILE DELLA STESURA DI QUEL MARCHINGEGNO ELETTORALE LO DEFINI’, VANTANDOSENE, UNA “PORCATA”.

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     Ma le differenze tra i due casi raffrontati non si limitano solo a questo.

     Infatti, mentre nel caso del farmaco, vengono dichiarate nocive tutte le confezioni del prodotto, nessuna esclusa, e distrutta, nel caso della “porcata”, è stata cancellata, distrutta, solo parzialmente la legge, il prodotto, perchè la Corte dichiara in sentenza che “La normativa che resta in vigore è complessivamente idonea a garantire il rinnovo in ogni momento dell’organo costituzionale elettivo”, cioè del Parlamento, in quanto “Le leggi elettorali sono costituzionalmente necessarie in quanto indispensabili per assicurare il funzionamento e la continuità degli organi costituzionali” senza preoccuparsi degli effetti negativi che l’applicazione di  quella legge ha provocato sull’attività dei Parlamenti e dei governi eletti con quella legge.

     La vera chicca, senza rimandare ad alcuna norma, è il paragrafo successivo della sentenza dove si afferma che “Essa (legge) non tocca in alcun modo gli atti posti in essere in conseguenza di quanto stabilito durante il vigore delle norme annullate compresi gli esisti delle elezioni svoltesi e gli atti adottati dal Parlamento eletto”, una pura e semplice opinione, sia pure autorevole!

     In linguaggio più comprensibile, la Corte dice che anche se quella legge era stata confezionata dolosamente le elezioni successive restano valide e non producono la cancellazione degli atti nè legislativi nè amministrativi  ma non ci motiva la propria opinione.

     Perchè?

     Perchè, se così non avesse motivato la propria delibera e si fosse comportata come i giudici del caso del farmaco distruggendo, cancellando tutti i prodotti del “porcellum” diventavano illegittimi tutti i prodotti della legge “porcata” comprese le elezioni del presidente della Repubblica, dei Parlamenti e dei Governi successivi, compreso quello attuale, ma, almeno in parte, anche la stessa Corte Costituzionale in quanto i suoi membri sono nominati per 1/3 del presidente della Repubblica e per 1/3 dal Parlamento.

     Quindi, con questa sentenza si viene ad affermare che se viene ucciso un cittadini da un farmaco si blocca e si distrugge tutto il prodotto. Se, invece, una maggioranza di di governo UCCIDE LA DEMOCRAZIA di un popolo, quel governo può tranquillamente continuare a legiferare e tutto ciò che produce continua a valere anche dopo che la legge elettorale che sta a monte viene dichiarata incostituzionale!

      Spero che, senza offesa, di fronte a questa opinione, resti perplessa, almeno quanto me, la molte volte citata per esprimere astrusità, “Casalinga di Voghera”!                                                                                         

 

                                                                                                                                                                    

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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2 risposte a LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL “PORCELLUM”.

  1. ecoarcobaleno ha detto:

    Grazie dell’esemplificazione chiara e puntuale. Già a meta articolo avevo pensato, per rimanere in tema, che “Porcata di sentenza” 😦 Ancora una volta ciò fa capire che chi è “bravo” o meglio consoce bene la legge e ci sa fare, la legge se la gira e rigira come vuole 😦

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    • cordialdo ha detto:

      Ciò soprattutto quando ci sono interessi di “casta” da difendere. In una vera democrazia ciò non dovrebbe succedere. Da tempo mi chiedo “Ma in Italia c’è mai stata una democrazia compiuta?”. Ciao, buon we nonostante tutte le porcate quotidiane! Osv.

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