PARLIAMO DI ELEZIONI EUROPEE.


 

        L'Europa perde pezzi                                                    (L’Europa perde pezzi)   

Alcune cose sono ormai certe: la scelta demenziale di chiudere le urne alle ore 23; che l’affluenza al voto in Italia è inferiore rispetto alle precedenti elezioni ma c’è l’attenuante che prima si votava anche di lunedì; che il Paese al primo posto per l’affluenza alle urne è stato il Belgio, 90%, ma lì si votava anche per le politiche; che in alcuni Paesi, l’affluenza è stata molto bassa, la più bassa in Slovacchia, 13%; il fatto che Grillo, con le sue urla, le sue minacce strampalate di attivazione dei tribunali del popolo via Online, è riuscito a spaventare persino molti dei suoi precedenti elettori gettandoli in braccio ad altri meno urlatori ed ottenendo l’invito ad unirsi a loro dei fascisti francesi di Le Pen; il fallimento di Forza Italia di Berlusconi lontana dalla sua “linea del Piave” tracciata al 20%; che la Lega ha recuperato una buona fetta di suoi tradizionali elettori, nonostante gli scandali calabro-tanzanesi-piemontesi-lombardi, con una campagna dissennata anti euro e ferocemente razzista, e strettamente alleata dei fascisti francesi della Le Pen; che gli eredi ufficiali del fascismo italiano, “Fratelli d’Italia”, nonostante il tentativo di nascondersi all’ombra dell’inno nazionale, non entreranno nel prossimo Parlamento europeo esattamente come i montiani residuali di “Scelta Europea”; che in un comune della Calabria, in provincia di Cosenza, Rende, 23 presidenti di seggio su 34 hanno presentato le dimissioni attirando molti sospetti ed allarmi sia tra i cittadini che tra le forze dell’ordine.

     Le cose certe elencate sono contingenti ed in parte scontate.

     C’è, invece, un’altra certezza, per nulla contingente e meno ancora scontata. E’ la convinzione che Matteo Renzi, non il Pd, abbia vinto le elezioni europee perchè la stragrande maggioranza dei giornali e dei giornalisti italiani gli abbia tirato la volata finale. Compreso “il Fatto Quotidiano” che gli ha tirato la volata dell’ultimo chilometro, il più importante, con un articolo di fondo di venerdì 23 maggio, firmato da Marco Lillo, stranamente, non dal direttore, Antonio Padellaro, nè dal vicedirettore, Marco Travaglio che sino a questa data aveva parteggiato senza incertezze per Grillo ed il suo movimento alienandosi la simpatia di molti lettori che non riuscivano a comprendere questo suo amore per un Grillo che minacciava presunti nemici, ipotizzando processi del popolo di stampo rivoluzionario come ai tempi della rivoluzione Francese o, più recentemente, delle “Brigate Rosse”. Io stesso, da questo blog, mi sono rivolto a Marco Travaglio per chiedergli se non fosse stata l’ora di sottrarsi all’abbraccio del volgare parolaio piazzarolo.

     Ma si sa, anche i giornalisti “tengono famiglia” ma non tutti avrebbero bisogno di fare i lecchini. Men che meno, certamente, Travaglio stimatissimo giornalista apprezzato anche da chi, come me, non appartiene alla destra come Marco che, comunque, appartiene alla destra pulita, democratica e liberale, essendo stato allievo del grandissimo Indro Montanelli.

     Altre sono le cose molto importanti da aggiungere su queste elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo incominciando dalla constatazione che il risultato elettorale celebra il funerale all’Europa del “Trattato di Roma” incominciando dalla Francia e dalla Gran Bretagna, dove ha vinto la spinta della destra ad andarsene da un’Europa  bancario centrica e proseguendo con le forze critiche, sia della sinistra radicale che della destra protestataria di Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Danimarca e Polonia.

     Senza contare che, essendo l’Italia quasi una sintesi paradigmatica di questo panorama sconsolante, la vittoria di Renzi lo rafforza sul piano interno, nazionale, dove potrà continuare a flirtare con il pregiudicato che non ha potuto nemmeno votare perchè privato dei diritti civili a causa della sua condanna per frode fiscale ma che, ciononostante, Renzi ritiene possa fare insieme a lui, vergognosamente, le riforme, da quella della legge elettorale  a quelle costituzionali, compresa quella della Giustizia che tanto preme a chi ha ancora qualche conto da sistemare con la giustizia in virtù di processi importanti non ancora conclusi. Ma si sa che Renzi è di bocca buona ed, evidentemente, anche i suoi elettori oltre al partito che rappresenta e che ha più che giustificato la scelta della Sinistra Radicale italiana di aderire alla Lista Tsipras nell’alveo di quell’indimenticabile “Manifesto di Ventotene” del 1941 che porta le firme di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni

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                                                            (Altiero Spinelli)

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                                                               (Ernesto Rossi)

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                                                                (Eugenio Colorni)

 e che indicava l’Europa che noi di questa lista vorremmo, un’Europa nella quale, appunto, sia affermato l’eguale diritto a tutte le nazioni di organizzarsi in stati indipendenti; sia garantito l’uguale diritto dei cittadini alla formazione della volontà dello stato; sia bandito il dogmatismo autoritario ed affermato il valore permanente dello spirito critico. Tutti valori ai quali affidare la salvezza della nostra civiltà per un’Europa libera ed unita non soltanto dall’unica moneta ma da valori e norme condivise che travalichino i confini nazionali.                      

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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