QUELLA DI GIOVANNI FALCONE DA PALERMO NON FU UNA “FUGA” E NEMMENO UN “ABBANDONO”


    Anche se, allora, molti “benpensanti” così l’avevano considerata, quella di Giovanni Falcone da Palermo non fu sicuramente nè una “fuga”  e nemmeno un “abbandono” dal suo posto del dovere.

   Chi lo ha sempre stimato e continua a farlo non aveva bisogno di prove documentali ma è lo stesso magistrato che lo ha scritto in una lettera rimasta sino ai nostri giorni custodita privatamente ed appena pubblicata da L’Ora di Palermo che dovrebbe tappare la bocca ai tanti quacquaraquà che tendono ad infangare la sua memoria:

Mafia: L'Ora pubblica lettera Falcone,il mio non è abbandono -

                                                                      

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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4 risposte a QUELLA DI GIOVANNI FALCONE DA PALERMO NON FU UNA “FUGA” E NEMMENO UN “ABBANDONO”

  1. kalosf ha detto:

    Il tempo è spesso signore…

  2. Andrea ha detto:

    Questi sono i veri eroi. Gente che fa il proprio dovere, fino alla fine, senza compromessi, per amor di giustizia e per un grande senso di dignità.

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