VETI, MINACCE E RICATTI IN STILE…”COSA NOSTRA E’! “.


    Grasso e Renzi - evidente l'umore reciproco

         Ne ha per tutti il “bullo parolaio”! Lo stile è quello di sempre, che ha ereditato dal suo socio in affari al Nazareno: parlare a ruota libera e spesso a sproposito è quando è scoperta la sconnessione del suo cervello dalla lingua negare quanto aveva detto o affermare di non essere stato capito dai giornalisti presenti.

           Gli era già capitato alcuni giorni fa quando, secondo quanto pubblicato su LA STAMPA, aveva dichiarato “””…ABOLISCO IL SENATO E CI FACCIO UN MUSEO”, facendo imbufalire il presidente del Senato. Ma la mattina seguente, alla lettura dei titoli dei giornali, forse rendendosi conto che nemmeno ai bulli di Rignano sull’Arno è consentito dire certe enormità insensate e volgari, irrispettose verso il Senato, verso il presidente del Senato, verso i segnatori eletti, irritato, ha scritto o dettato una smentita a La Stampa, cosa del tutto inutile perchè anche gli altri giornali. compresi i più “lecchini”, anche se con altre parole, avevano pubblicato la sua dichiarazione non virgolettata, costringendolo, nella sua qualità di presidente del Consiglio (abusivo perchè senza mandato dei cittadini elettori) a fare un’altra dichiarazione che potrebbe essere valutata anche come una provocazione.

     Renzi avrebbe detto, infatti, che “Se Grasso si comporterà diversamente da Anna Finocchiaro – presidente del Pd della Commissione Affari Costituzionali che ha negato qualsiasi possibilità di modifica – decideremo di conseguenza” che potrebbe voler dire “CI ADEGUEREMO” ma anche “ANDREMO A NUOVE ELEZIONI” come aveva minacciato alla minoranza Dem, sicuro che il presidente della Repubblica, se lo chiedesse, sicuramente scioglierebbe le Camere indicendo nuove elezioni con le quali avrebbe l’opportunità di spazzare via, secondo lui, ogni minoranza, interna ed esterna. Quindi UNA MINACCIA o UNA PROMESSA?  SICURAMENTE UN NUOVO RICATTO al Parlamento, al Paese, all’opposizione nel e fuori dal suo partito, in linea col personaggio.

     Avendo ieri sera incassato l’OK all’unanimità della sua “banda” di iesman sulle riforme (ma al voto non ha partecipato la minoranza del Pd, compreso Pier Luigi Bersani, il più restio alla rottura nonostante i veti ed i paletti che lo hanno ripetutamente umiliato, ha lanciato un altro avvertimento, più esplosivo: “IL PRESIDENTE DEL SENATO HA LASCIATO INTENDERE CHE POTREBBE APRIRE ALLA MODIFICA DI UNA NORMA GIA’ APPROVATA CON UNA DOPPIA CONFORME – (?) – NEL QUAL CASO SAREBBE IL CASO  (attento, Renzi, alle cacofonie!) DI CONVOCARE CAMERA E SENATO PERCHE’ AVREBBE IL CARATTERE DELL’INEDITO”. Dal tono usato sembrava volesse dire “NEL QUAL CASO CONVOCHERO’ CAMERA E SENATO”.

     Ma, ad intervento finito, quando probabilmente qualcuno gli ha fatto notare che era andato oltre ogni limite, data l’enormità, ha cercato di correggerla in zona Cesarini con “INTENDEVO CHE SI DEVONO RIUNIRE I GRUPPI DEL PD DI CAMERA E SENATO. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, STRANAMENTE, NON HA IL POTERE DI CONVOCARE I DUE RAMI DEL PARLAMENTO”. Resta, comunque, l’attacco diretto al presidente del Senato il quale, questa volta sembrava  infuriasi sbottando “NEMMENO IN CASO DI GUERRA CAMERA E SENATO VENGONO CONVOCATE IN SEDUTA COMUNE” . Nel frattempo è arrivata la smentita canzonatoria che a Grasso non sembrava bastasse: “UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LE PAROLE LE DEVE MISURARE PRIMA, NON DOPO. QUESTE NON SONO NE’ PRESSIONI NE’ MINACCE. IO NE HO VISSUTE BEN ALTRE E NON HANNO MAI CAMBIATO IL MIO MODO DI AGIRE. LO SANNO TUTTI”.

     Ma contrariamente alle affermazioni di Grasso, sembra che Renzi qualche piccola breccia su Grasso l’abbia aperta. Tanto è vero che oggi, alla ripresa nell’Aula del Senato dell’esame della riforma costituzionale, aprendo la seduta, il presidente Grasso, in considerazione del numero di richieste di intervento (110 in tutto!) ha ridotto a 10 minuti il tempo a disposizione per ciascuno oratore indipendentemente che fosse della maggioranza (che ubbidisce al volere di Renzi, quindi scontato cosa dice!) o dell’opposizione, facendo scattare, dice l’opposizione protestando, “LA TAGLIOLA”.

     DIECI MINUTI SULLA COSTITUZIONE? NON LE SEMBRA PRESIDENTE GRASSO DI IMPEDIRE ALL’OPPOSIZIONE DI POTER SVILUPPARE TUTTO CIO’ CHE CI SAREBBE DA DIRE SU UNA COSI’ CERVELLOTICA RIFORMA E CHE CIO’ POSSA COSTITUIRE O ESSERE CONSIDERATA, ALMENO DA ME, UN CEDIMENTO ALLE PRESSIONI DI RENZI AL QUALE AVREBBE DOVUTO DIRE, INVECE O RICORDARE PERCHE’ LO DOVREBBE SAPERE CHE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON HA ALCUNA VESTE PER AVERE L’INIZIATIVA INSIEME AL PREGIUDICATO DI CAMBIARE LA COSTITUZIONE, PREROGATIVA CHE SPETTA SOLAMENTE AL PARLAMEMNTO AI CUI MEMBRI LEI HA ACCORCIATO, QUASI DIMEZZATO, I TEMPI PER PARLARNE?

                                                                                                          

Annunci

Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato all'Istituto Magistrale . Arrivato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna soprattutto l'Alta Val Venosta in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 24 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora anche la prossima estate. Sono in WhatsApp. Se appartiene alla cerchia dei miei amici, chiamami.
Questa voce è stata pubblicata in "CHI NASCE GATTO...PRENDE TOPI""", ARROGANZA, Art. 1 della Costituzione, art.138 della Costituzione, Attualità, Cazzarus impatiens, Cronaca, delinquenza di Stato, DEMOCRAZIA, EVERSIONE ED EVERSORI, Minacce e ricatti!. Contrassegna il permalink.