“””MANIFESTO DI VENTOTENE””” – Primo capitolo


          Isola di Ventotene dove i confinati venivano deportati dal Fascismo     Questa è l’isola di Ventotene dove i confinati antifascisti venivano deportati dal regime fascista.

        Questi antifascisti, secondo un “DELINQUENTE PREGIUDICATO” che ha governato l’Italia per circa un ventennio  ed oggi, DOPO ESSERE STATO ALLEATO DI RENZI PER SFASCIARE LO STATO DI DIRITTO E LA COSTITUZIONE, fa ancora campagna elettorale come alleato dei RAZZISTI della Lega, “VENIVANO MANDATI IN VILLEGGIATURA”!!!

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                                         “””M A N I F E S T O    D I    V E N T O T E N E”””

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                                                      PER UN’EUROPA LIBERA E UNITA

                                                 LA CRISI DELLA CIVILTA’ MODERNA

     La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita. Con questo codice alla mano si è venuto imbastendo un grandioso processo storico a tutti gli aspetti della vita sociale che non lo rispettino:

     1. Si è affermato l’eguale diritto a tutte le nazioni di organizzarsi in stati indipendenti. Ogni popolo, individuato nelle sue caratteristiche etniche geografiche linguistiche e storiche, doveva trovare nell’organismo statale, creato per proprio conto secondo la sua particolare concezione della vita politica, lo strumento per soddisfare nel modo migliore ai suoi bisogni, indipendentemente da ogni intervento estraneo.

     L’ideologia dell’indipendenza nazionale è stata un potente lievito di progresso, ha fatto superare i meschini campanilismi in un senso di più vasta solidarietà contro l’oppressione degli stranieri dominatori; ha eliminato molti degli inciampi che ostacolavano la circolazione degli uomini e delle merci; ha fatto estendere, dentro il territorio di ciascun nuovo stato, alle popolazioni più arretrate, le istituzioni e gli ordinamenti delle popolazioni più civili. Essa portava però in sè i germi del nazionalismo imperialista che la nostra generazione ha visti ingigantire fino alla formazione degli Stati totalitari ed allo scatenamento delle guerre mondiali.

     La nazione non è più considerata come lo storico prodotto della convivenza degli uomini che, pervenuti, grazie ad un lungo processo, ad una maggiore uniformità di costumi e di aspirazioni, trovano nel loro stato la forma più efficace per organizzare la vita collettiva entro il quadro di tutta la società umana. E’ invece divenuta un’entità divina, un organismo che deve pensare solo alla propria esistenza ed al proprio sviluppo, senza in alcun modo curarsi del danno che gli altri possono risentirne. La sovranità assoluta degli stati nazionali ha portato alla volontà di dominio sugli altri e considera suo “spazio vitale” territori sempre più vasti che gli permettono di muoversi liberamente e di assicurarsi i mezzi di esistenza senza dipendere da alcuno. Questa volontà di dominio non potrebbe acquietarsi che nell’egemonia dello stato più forte su tutti gli altri asserviti.

     In conseguenza lo stato, da tutelatore della libertà dei cittadini, si è trasformato in padrone dei sudditi, tenuti a servirlo con tutte le facoltà per rendere massima l’efficienza bellica. Anche nei periodi di pace, considerate come soste per le preparazione alle inevitabili guerre successive, la volontà dei ceti militari predomina ormai, in molti paesi, su quella dei ceti civili, rendendo sempre più difficile il funzionamento di ordinamenti politici liberi; la scuola, la scienza, la produzione l’organismo amministrativo sono principalmente diretti ad aumentare il potenziale bellico; le madri vengono considerate come fattrici di soldati, ed in conseguenza premiate con gli stessi criteri con i quali alle mostre si premiano le bestie prolifiche; i bambini vengono educati fin dalla più tenera età al mestiere delle armi e dell’odio per gli stranieri; le libertà individuali si riducono a nulla dal momento che tutti sono militarizzati e continuamente chiamati a prestare servizio militare;le guerre a ripetizione costringono ad abbandonare la famiglia, l’impiego, gli averi ed a sacrificare la vita stessa per obiettivi di cui nessuno capisce veramente il valore, ed in poche giornate distruggono i risultati di decenni di sforzi compiuti per aumentare il benessere collettivo.

     Gli stati totalitari sono quelli che hanno realizzato nel modo più coerente l’unificazione di tutte lr forze, attuando il massimo di accentramento e di autarchia e si sono perciò dimostrati  gli organismi più adatti all’odierno ambiente internazionale. Basta che una nazione faccia un passo più avanti verso un più accentuato totalitarismo perchè sia seguita dalle altre nazioni, trascinate nello stesso solco dalla volontà di sopravvivere.                                                                                                                                                               (continua)

la-lotta-di-classe

C’E’ SOLO DA CHIEDERSI: QUESTO GOVERNO DI QUAQUARAQUA’ CHE, SENZA MANDATO SI E’ IMPOSSESSATO DI TUTTI I POTERI DELLO STATO – LEGISLATIVO – ESECUTIVO E PERSINO GIUDIZIARIO IMPONENDO, CON LA COMPLICITA’ DEI PRESIDENTI DELLE CAMERE VOTAZIONI A RIPETIZIONE PER FARGLI VOTARE COME GIUDICI COSTITUZIONALI FEDELISSIMI DELLA SUA CASTA,  “DA CHE PARTE STA?” !!! CHI INDOVINA RICEVERA’ UNA FOTO SELFIE INSIEME AL “CAZZARO”!!!

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato all'Istituto Magistrale . Arrivato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna soprattutto l'Alta Val Venosta in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 24 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora anche la prossima estate. Sono in WhatsApp. Se appartiene alla cerchia dei miei amici, chiamami.
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2 risposte a “””MANIFESTO DI VENTOTENE””” – Primo capitolo

  1. Marisa Cossu ha detto:

    Mio padre fu destinato alla stazione semaforica di Ventotene nel 1941, tra un imbarco di truppe e un altro verso l’Africa. Fu poi affondato da un siluro di un sommergibile inglese con il transatlantico ” Conte Rosso”. Si salvò tra i pochi superstiti di quell’orrore e mi ha sempre parlato della sua esperienza a Ventotene, dove aveva stretto amicizia con alcuni intellettuali al confino. Un piccolo grande ricordo. Condivido i tuoi argomenti. Un saluto.

    • cordialdo ha detto:

      ciao, Marisa. Grazie per aver condiviso con me questo ricordo della vita di tuo padre. Graditissimo per me sapere del rapporto che tuo papà aveva stretto con i confinati. Allorala migliore gioventù era al confino, nei campi di concentramento o partigiana in montagna. Gli altri erano morti in guerra, in una delle tante guerre insensate!.Cordialmente. Osv.

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