./. “””MANIFESTO DI VENTOTENE””” – quinto capitolo.


                                    ALTIERO SPINELLI                                                                (Altiero Spinelli)

     “””Insolubili sono diventati i molteplici problemi che avvelenno la vita internazionale del continente: tracciati dei confini a popolazione mista, digfesa delle minorane allogene, sbocco al mare  dei paesi situati nell’interno, la questione balcanica, questione irlandese, ecc. che troverebbero nella Federazione Europea la più semplice soluzione, come l’anno trovata in passato i corrispondenti problemi degli staterelli entrati a far parte delle più vaste unità nazionali quando hanno perso la loro acredine trasformandosi in problemi di rapporti fra le diverse province.

     D’altra parte la fine del senso di sicurezza nella inattaccabilità della Gran Bretagna che consigliava agli inglesi la “splendid isolation”,la dissoluzione dell’esercito e della stessa repubblica francese al primo serio urto delle fore tedesche – risultato che è da sperare abbia di molto smorzato la presunzione sciovinista della superiorità gallica – e specialmente la coscienza della gravità del pericolo corso di generale asservimento, sono tutte circostanze che favoriranno la costituzione di un regime federale che ponga fine all’attuale anarchia. Ed il fatto che l’Inghilterra abbia accettato il principio dell’indipendenza indiana e la Francia abbia potenzialmente perduto col riconoscimento della sconfitta tutto il suo impero, rendono più agevole trovare anche una base di accordo per una sistemazione europea dei problemi coloniali.

    A tutto ciò va infine aggiuntala scomparsa di alcune delle principali dinastie e la fragilità delle basi di quelle che sostengono le dinastie superstiti. Va tenuto conto, infatti, che le dinastie, considerando i diversi paesi come tradizionale proprio, rappresentavano, con i poderosi interessi di cui erano l’appoggio, un serio ostacolo alla organizzazione razionale degli Stati Uniti d’Europa, la quale non può poggiare che sulle costituzioni repubblicane di tutti i paesi federati.

    E quando, superato l’orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l’umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l’unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possa svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo.

     La linea di divisione fra i partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai non lungo la via formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando che la lava incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l’unità internazionale.

    Con la propaganda e con l’azione cercando di stabilire in tutti i modi accordi e legami tra i movimenti simili che nei vari paesi si vanno certamente formando, occorre fin d’ora gettare le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo che sarà la creazione più grandiosa e più innovatrice sorta da secoli in Europa; per costituire un largo stato federale il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, spazzi decisamente le autarchie economiche, spina dorsale dei regimi totalitari, abbia gli organi e i mezzi sufficienti per fare eseguire nei singoli stati federali le sue deliberazioni, dirette a mantenere un ordine comune, pur lasciando agli Stati stessi l’autonomia che consente una plastica articolazione e lo sviluppo della vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli.

     Se ci sarà nei principali paesi europei un numero sufficiente di uomini che comprenderanno ciò, la vittoria sarà in breve nelle loro mani perchè la situazione e gli animi saranno favorevoli alla loro opera e di fronte avranno partiti e tendenze già tutti squalificati dalla disastrosa esperienza dell’ultimo ventennio. Poichè sarà l’ora di opere nuove, sarà anche l’ora di uomini nuovi, del movimento per l’Europa libera e unita!

                                                                                                                 (Continua)

RENZI-UNO CHE NON HA LETTO IL MANIFESTO DI VENTOTENE O NON LO HA CAPITO (Questo è uno dei risultati prodotti da un’Europa del potere economico-finanziario! Il tradimento clamoroso degli ideali dei patrioti di relegati a Ventotene, l’Europa Federale dei popoli NON DELLE BANCHE e dei QUAQUARAQUA!!!)

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato. Emigrato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna, soprattutto l'Alta Val Venosta, in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 14 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora! Sono in WhatsApp. Appartieni alla cerchia dei miei amici? Chiamami.
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2 risposte a ./. “””MANIFESTO DI VENTOTENE””” – quinto capitolo.

  1. passoinindia ha detto:

    Invidio la tua energia e la tua voglia di lottare.

  2. passoinindia ha detto:

    Caro Corialdo, buone feste.

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