./. “””MANIFESTO DI VENTOTENE””” – ottavo capitolo.


Isola di Ventotene dove i confinati venivano deportati dal Fascismo

(Isola di Ventotene)

 

     “””Questi sono i cambiamenti necessari per creare, intorno al nuovo ordine, un larghissimo strato di cittadini interessati al suo mantenimento e per dare alla vita politica una consolidata impronta di libertà, impregnata di un forte senso di solidarietà sociale. Su queste basi le libertà politiche potranno avere veramente un contenuto concreto e non solo formale per tutti, in quanto la massa dei cittadini avrà una indipendenza ed una conoscenza sufficiente per esercitare un efficace e continuo controllo sulla classe governante.

     Sugli istituti costituzionali sarebbe superfluo soffermarci poichè, non potendosi prevedere le condizioni in cui dovranno sorgere ed operare, non faremmo che ripetere quello che tutti già sanno sulla necessità di organi rappresentativi per la formazione delle leggi,dell’indipendenza della magistratura – che prenderà il posto dell’attuale –  per l’applicazione imparziale delle leggi emanate, della liberà di stampa e di associazione, per illuminare l’opinione pubblica e dare a tutti i cittadini la possibiulità di partecipare effettivamente alla vita dello Stato. Su due sole questioni è necessario precisare meglio le idee per la loro particolare importanza in questo momento nel nostro paese, sui rapporti dello stato con la chiesa e sul carattere della rappresentanza politica:

     a. La Chiesa cattolica continua inflessibilmente a considerarsi unica società perfetta, a cui lo stato dovrebbe sottomettersi, fornendole le armi temporali per imporre il rispetto della sua ortodossia. Si presenta come naturale alleata di tutti i regimi reazionari, dei quali cerca di approfittare per ottenere esenzioni e privilegi, per ricostruire ilk suo patrimonio, per stendere di nuovo i suoi tentacoli sulla scuola e sull’ordinamento della famiglia. Il concordato con cui in Italia il Vaticano ha concluso  l’alleanza col fascismo andrà senz’altro abolito, per affermare il carattere puramente laico dello stato, e per fissare in modo inequivocabile la supremazia dello stato sulla vita civile. Tutte le credenze religiose dovranno essere ugualmente rispettate ma lo stato non dovrà più avere un bilancio dei culti e dovrà riprendere la sua opera educatrice per lo sviluppo dello spirito critico;

     b. La baracca di cartapesta che il fascismo ha costruito con l’ordinamento corporativo cadrà in frantumi insieme ad altre parti dello stato totalitario. C’è chi ritiene che da questi rottami si potrà domani trarre il materiale per il nuovo ordine costituzionale. NOI NON LO CREDIAMO. Nello stato totalitario le Camere corporative sono la beffa che corona il controllo poliziesco sui lavoratori. Se anche però le Camere corporative fossero la sincera espressione delle diverse categorie dei produttori, gli organi di rappresentanza delle diverse categorie professionali non potrebbero mai essere qualificati per trattare questioni di politica generale e nelle questioni più propriamente economiche diverrebbero organi di sopraffazione delle categorie sindacalmente più potenti.

     Ai sindacati spetteranno ampie funzioni di collaborazione con gli organi statali, incaricati di risolvere i problemi che più direttamente li riguardano, ma è senz’altro da escludere che ad essi vada affidata alcuna funzione legislativa poichè risulterebbe un’anarchia feudale nella vita economica, concludentesi in un rinnovato dispotismo politico. Molti che si sono lasciati prendere ingenuamente dal mito del corporativismo potranno e dovranno essere attratti all’opera di rinnovamento ma occorrerà che si rendano conto di quanto assurda sia la soluzione da loro confusamente sognata. Il corporativismo non può avere vita concreta che nella forma assunta dagli stati totalitari per irrigimentare i lavoratori sotto funzionari che ne controllano ogni mossa nell’interesse della classe governante.”””

                                                                                                                            (Continua)                                                                                

                                                                                                                           

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato all'Istituto Magistrale . Arrivato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna soprattutto l'Alta Val Venosta in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 24 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora anche la prossima estate. Sono in WhatsApp. Se appartiene alla cerchia dei miei amici, chiamami.
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