./. “””MANIFESTO DI VENTOTENE””” – capitolo 12.


    Ventotene.-Targa-di-p.zza-Castello.-Municipio

 

    “””Il partito rivoluzionario non può essere dilettantescamente improvvisato nel mo ma deve sin da ora cominciare a formarsi almeno nel suo atteggiamento politico centrale, nei suoi quadri generali e nelle prime direttive d’azione. Esso non deve rappresentare una coalizione eterogenea di tendenze, riunite solo transitoriamente e negativamente, cioè per il loro passato antifascista e nel semplice disgregamento del totalitarismo, pronte a disperdersi ciascuna per la sua strada una volta raggiunta quella caduta. Il partito rivoluzionario dee sapere invece che solo allora comincerà veramente la sua opera e deve perciò essere costituito da uomini che si trovino d’accordo sui principali problemi del futuro. Deve penetrare con la sua propaganda metodica ovunque ci siano degli oppressi  dell’attuale regime e, prendendo come punto di partenza e classi, mostrare come esso si connetta con altri problemi e quale possa esserne la vera soluzione. Ma dalla schiera sempre crescente dei suoi simpatizzanti deve attingere e reclutare nell’organizzazione del partito solo coloro che abbiano fatto della rivoluzione europea lo scopo principale della loro vita che disciplinatamente realizzino giorno per giorno il lavoro necessario, provvedano oculatamente alla sicurezza, continua ed efficace di esso, anche nella situazione di più dura illegalità. e costituiscano così la solida rete che dia consistenza alla più labile sfera dei simpatizzanti.

                                          -Ernesto_Rossi

                                                            (Ernesto Rossi)

     Pur non trascurando nessuna occasione e nessun campo per seminare la sua parola, esso deve rivolgere la sua operosità in primissimo luogo a quegli ambienti che sono i più importanti come centri di  diffusione di idee e come centri di reclutamento di uomini combattivi; anzitutto verso i due gruppi sociali più sensibili nella situazione odierna, e decisivi in quella di domani, vale a dire la classe operaia e i ceti intellettuali.La prima è quella che meno si è sottomessa alla ferula totalitaria che sarà la più pronta a riorganizzare le proprie file. Gli intellettuali, particolarmente i più giovani, sono quelli che si sentono spiritualmente soffocati e disgustati dal regnate dispotismo. Man mano altri ceti saranno inevitabilmente attratti nel movimento generale.

                                                      ALTIERO SPINELLI

                                                           (Altiero Spinelli)

     Qualsiasi movimento che fallisca nel compito di alleanza di queste firze è condannato alla sterilità poichè, se è movimento di soli intellettuali, sarà privo di quella forza di massa necessaria per travolgere le resistenze reazionarie, sarà diffidente e diffidato rispetto alla classe operaia; ed anche se animato da sentimenti democratici, sarà proclive a scivolare, di fronte alle difficoltà, sul terreno della reazione di tutte le altre classi contro gli operai, cioè verso una restaurazione.

        Se poggerà solo solo sulla classe operaia sarà privo di quella chiarezza di pensiero che non può venire che dagli intellettuali e che è necessaria per ben distinguer i nuovi compiti e le nuove vie: rimarrà prigioniero del vecchio classismo, vedrà nemici dappertutto e sdruccciolerà sulla dottrinaria soluzione comunista.

     Durante la crisi rivoluzionaria spetta a questo partito organizzare e dirigere le forze progressiste utilizzando  tutti quegli organi popolari che si formano spontaneamente come crogioli ardenti in cui vanno a mischiarsi le forze rivoluzionarie non per emettere plebisciti ma in attesa di essere guidate.

        Esso attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto non da una preventiva consacrazione da parte della ancora inesistente volontà popolare ma dalla sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna. Dà in tal modo le prime direttive del nuovo ordine, la prima disciplina sociale alle nuove masse. Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno ad esso la muova democrazia.

                                     Eugenio_Colorni

                                                            (Eugenio Colorni)

     Non è da temere che un tale regime rivoluzionario debba necessariamente sbocciare in un nuovo dispotismo. Vi sbocca se è venuto modellando un tipo di società servile. Ma se il partito rivoluzionario andrà creando con polso fermo fin dai primissimi passi le condizioni per una vita libera in cui tutti i cittadini possano veramente partecipare alla vita dello stato la sua evoluzione sarà, anche se attraverso eventuali secondarie crisi politiche, nel senso di una progressiva comprensione ed accettazione da parte di tutti del nuovo ordine, e perciò nel senso di una crescente possibilità di funzionamento di istituzioni politiche libere.

     Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli infetti fra i vecchi e suscitare nuove energie di giovani.Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo.  

       LA VIA DA PERCORRERE NON E’ NE’ FACILE NE’ SICURA, MA DEVE ESSERE PERCORSA E LO SARA’. “””    

                                                    Altiero Spinelli  –   Ernesto Rossi   – Eugenio Colorni

                                                                                                                              F  I  N  E

                                                                             

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Informazioni su cordialdo

Nato in provincia di Reggio Calabria dove si è diplomato all'Istituto Magistrale . Arrivato a Novara a 18 anni dove ha abitato e lavorato per 50 anni. Attualmente, pensionato, vive in provincia di Bergamo. Ama l'alta montagna soprattutto l'Alta Val Venosta in provincia di Bolzano dove trascorre le sue vacanze estive ; quest'anno per il 27° anno. Amo gli animali, soprattutto i cani come il mio Spillo che vive con me da 24 anni, raccolto a 6 mesi sull'orlo di una strada provinciale lombarda buttato in un sacchetto come un rifiuto da un'auto in movimento! Sino alla scorsa estate siamo andati insieme in alta montagna oltre i 3.000 m. di quota. Spero di tornarci ancora anche la prossima estate. Sono in WhatsApp. Se appartiene alla cerchia dei miei amici, chiamami.
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